Adrano. “Le radici profonde non gelano”, intervista a Matteo Bua

La raccolta di saggi a cura di Matteo Bua e Marco Leonardi 

Un libro che sta riscuotendo successo oltre ogni più rosea previsione e non solo ad Adrano, “Le radici profonde non gelano”, curato da Matteo Bua e Marco Leonardi che rappresenta lo sviluppo del “Mese della Cultura 2017” ad Adrano, denominato “L’anno di Nicolò”. Ne viene fuori un quadro complessivo del santo eremita di Adrano come figlio di una cultura e di una civiltà, quella greca di Sicilia, in un’età, quella normanna, di grandi fermenti politici, artistici e spirituali. Nicolò Politi risulta dunque il prodotto dell’educazione ricevuta dai genitori e dalla comunità greca di Adrano e che non ha mai rifiutato, neanche in nome della scelta radicale dell’eremitaggio al Rogato.

Numerosi sono i nomi degli autori che si succedono fra le 170 pagine editate da Algra e tutti di grande prestigio scientifico, tutti protesi a ricostruire quel contesto epocale unico e irripetibile. Non mancano neanche quelli del Preside Angelo Abbadessa e di Don Alfio Conti, scomparsi mentre erano in corso i lavori di realizzazione del saggio e le cui carte sono state raccolte e rielaborate al fine di renderle fruibili ai lettori.
Presente è pure il contributo di un gruppo di studiosi di Alcara Li Fusi, il centro nebroideo che è stato l’utima dimora del Santo di Adrano. La grafica di copertina è stata curata da Alessandro Arcoria che ha assemblato l’immagine di alberi nel tipico contesto invernale ed il profilo di San Nicolò gia realizzato dall’artista Erika Rao.



PIETRO NICOSIA Iscritto all’Albo dei Giornalisti dal 1993, collabora con le differenti tipologie di media: carta stampata, tv, internet. Fra le diverse forme di giornalismo predilige il racconto dei luoghi siciliani con le immagini e con le parole.
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