Da bomber di “Italia 90” a cantante rap insieme ai 78 BIT di Mario Fucili ricordando quel bellissimo mondiale

Camicia nera, jeans, occhiali da sole. Si è presentato così sabato mattina (27 giugno) nella splendida cornice del castello normanno di Aci Castello, in una assolata giornata, Salvatore ‘Toto’ Schillaci, che ha presentato nel corso di una conferenza stampa il suo primo disco realizzato insieme ai 78 BIT del cantante emiliano Mario Fucili. L’ex bomber di Messina, Juventuse e Inter si è concesso alla stampa e ai tanti fan per le foto di rito, in un tuffo nel passato ricordando i mondiali di “Italia 90” che lo hanno fatto scoprire al mondo, in virtù dei sei goal che lo hanno laureato capocannoniere.

È stato un viaggio all’indietro, sino a ritrovare gli occhi sempre svegli e meno spiritati, resi celebri dai suoi sguardi alla ricerca di consensi e conferme dopo episodi dubbi e i gol che hanno scandito il suo indimenticabile mondiale disputato in Italia 30 anni fa. Totò Schillaci campione universale, umile, disponibile e che dopo le esperienze come inviato è opinionista nella trasmissione Rai “Quelli che il calcio” e adesso debutta come cantante. Poi, il centravanti della Juve e della Nazionale, ha scambiato i classici quattro calci ad un pallone con i suoi fan in piazza Castello.

«Non sono un cantante e quando me lo hanno proposto ho subito risposto no grazie. Giovanni (Calì, direttore sportivo della nazionale cantanti e attori – ndr) mi ha fatto un pressing molto convincente e alla fine ho ceduto per sfinimento – dice il bomber ridendo – . L’ho fatto con il cuore per l’amico Mario Fucili che ho conosciuto durante le partite della nazionale cantanti e attori, di cui fa parte anche l’attore Bruno Torrisi che mi ha ceduto la fascia di capitano».

Totò Schillaci e i 78 BIT, guidati dal cantante emiliano Mario Fucili, hanno realizzato “Gli anni degli anni”, un brano rappato, che parla dei magici anni “Novanta” e il ricordo del mondiale italiano e delle “notti magiche”. Una canzone in cui Totò partecipa tuffandosi nei ricordi di una esperienza che gli ha cambiato la vita. Un mondiale che gli azzurri hanno perso rimanendo imbattuti sul campo, e solo ai calci di rigore, in una maledetta semifinale con l’Argentina. Una squadra, quella di Vicini, che tutti ricordano come una delle Nazionali più belli e più forti dell’intera storia del calcio italiano, nella quale giocava il meglio di quella generazione: con Schillaci anche Vialli, Mancini e Baggio.

«Ricordo l’accoglienza a Palermo, la mia città, quando è finito il campionato del mondo – aggiunge Totò – . È stato incredibile, c’era tantissima gente. Un peccato non aver vinto la coppa. Avevamo una squadra fortissima e sicuramente avevamo tutte le carte in regola». E poi, rispondendo a domande di strettissima attualità, su gare e covid, Schillaci dice: « Il calcio di adesso senza pubblico non può esser calcio, ma speriamo che al più presto i tifosi possano tornare allo stadio e vedere le partire dal vivo e dimenticare questi quattro mesi di coronavirus».

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