Giarrusso e altri senatori chiedono a Salvini se non intenda attivarsi per inviare una commissione prefettizia di accesso al fine di verificare, ai sensi della normativa vigente, se e come la criminalità organizzata abbia infiltrato l’amministrazione comunale di Adrano

Interrogazione parlamentare al Senato del Movimento 5 Stelle, rivolta al Ministro dell’Interno Matteo Salvini,  sull’indagine che coinvolge i consiglieri comunali adraniti Maria Grazia Ingrassa e Federico Floresta. A firmarla i senatori Giarrusso, Anastasi, Campagna, Leone e Trentacoste. In una nota stampa, che accompagna l’interrogazione, il Meet up, amici di Beppe Grillo Adrano” scrive: «Se c’è qualcuno che mette in pericolo per la propria condizione soggettiva di indagato, la vita democratica di questa città, crediamo debba immediatamente dimettersi. Più volte è stato chiesto ai consiglieri indagati di assumere di conseguenza ed in merito ai fatti, un atteggiamento sobrio. Per i fatti gravi che noi tutti conosciamo e che hanno, purtroppo, lanciato Adrano nelle cronache nazionali crediamo che questo atteggiamento di sobrietà istituzionale non sia stato colto. Lo diciamo amareggiati.

Però se le condizioni di legge che sono quelle di carattere oggettivo e soggettivo, vedono all’interno di questo Consiglio Comunale persone indagate che porterebbero. anche all’1% delle possibilità, allo scioglimento del Consiglio comunale, è opportuna una matura riflessione .
Avranno modo e cura di difendersi nelle sedi opportune. Ce lo auguriamo. Intanto, con senso di responsabilità, crediamo ancora debbano presentare le dimissioni. Questo fatto non può essere sottaciuto da tutti noi. La città ne parla, Adrano si interroga. È chiaro che un eventuale, speriamo non possibile scioglimento, porterebbe un danno d’immagine incalcolabile a tutta la città».

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE AL SENATO DELLA REPUBBLICA

Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01901
Pubblicato il 9 luglio 2019, nella seduta n. 130
GIARRUSSO , ANASTASI , CAMPAGNA , LEONE , TRENTACOSTE – Al Ministro dell’interno

Premesso che:

il territorio di Adrano (Catania), storicamente caratterizzato dalla presenza di diverse e pericolose cosche mafiose, nel 2017 è stato interessato dall’operazione della Direzione distrettuale antimafia (DDA) di Catania denominata “Illegal Duty”, che ha portato prima all’arresto di 36 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di droga, tentato omicidio, estorsione, rapina, furto, ricettazione, reati in materia di armi, danneggiamento seguito da incendio, con l’aggravante di aver commesso il fatto in nome e per conto dell’associazione di tipo mafioso denominata clan Scalisi e al fine di agevolarne le attività illecite, poi a condanne per complessivi 350 anni di carcere;

successivamente la Procura distrettuale antimafia di Catania ha avviato un’importante inchiesta nei confronti dei consiglieri comunali eletti nel 2018 nel Comune di Adrano, Maria Grazia Ingrassa e Federico Floresta, indagati insieme ad altre 12 persone ed accusati di corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso (la corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso è decaduta ndr.);

come riferisce “Live Sicilia Catania”, l’11 giugno 2019 si sono chiuse le indagini che avrebbero confermato il sistema corruttivo utilizzato per la raccolta dei voti dai consiglieri Ingrassa e Floresta durante le ultime elezioni amministrative. Secondo la DDA di Catania i due consiglieri comunali “nel periodo antecedente all’elezione per il rinnovo del consiglio comunale di Adrano creavano e gestivano una rete di soggetti che, in cambio di somme di denaro, avrebbe dovuto agire sul territorio per procacciare voti”. La Procura inoltre scrive che “nel periodo immediatamente precedente le elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio Comunale di Adrano per ottenere a proprio od altri vantaggio il voto elettorale, davano, offrivano o comunque promettevano somme di denaro (di importo compreso tra i 25 e i 50 euro ad elettore) ed altre utilità, tra cui delle pizze, a più elettori”;

il 27 giugno 2019, la testata giornalistica “Live Sicilia Catania” pubblicava il testo di alcune intercettazioni riguardanti l’indagine sulla compravendita di voti, dalle quali emergerebbe il coinvolgimento anche di un altro consigliere comunale, tale Agatino Perni, che sarebbe il nipote di Francesco Coco, esponente di spicco della storica cosca mafiosa dei Laudani;

sul consigliere comunale Perni inoltre, in una conversazione intercettata dalla DDA di Catania ed agli atti dell’inchiesta sul voto di scambio, il consigliere comunale Floresta avrebbe affermato: “però devo dire c’era Perni… siccome quelli sono malavita… quelli hanno una squadra che sono 30 e cercano tutti i 30 accaniti tra loro che sono le cosche… quelli che domandano il pizzo… quelli che spacciano… quelli sono tutti gruppetti… di gruppetti.. di gruppetti capito e poi esce anche i soldi”. Sempre in altre intercettazioni, Floresta avrebbe affermato: “Certo anche i soldi gli ho dato… se no una zucca di 40 giorni di quello prendeva 400 voti con il culo capito”.

Nello stesso articolo, vengono riportate anche intercettazioni del Consigliere Comunale Ingrassia, il quale al telefono avrebbe affermato: “Dice voleva per il voto una pizza… gliene davo due..! capito, perché tanto sono ottusi che parlano di pizze.. perché questi sono quelli che non capiscono niente…” (“catania.livesicilia” del 27 giugno 2019);
secondo quanto riportato dalla medesima testata giornalistica “Live Sicilia”, in un articolo del 9 maggio 2019, un pentito avrebbe “riempito pagine e pagine di verbali, tirando in ballo anche il nome di un consigliere comunale, diverso da quelli già coinvolti nell’inchiesta in corso. Il collaboratore di giustizia nel suo primo verbale illustrativo ha raccontato che il politico adranita sarebbe stato a disposizione di uno dei clan che operano in città”;

considerando che a quanto risulta agli interroganti:

i consiglieri comunali inquisiti non hanno ritenuto di rassegnare le dimissioni, ma al contrario continuano a sedere in Consiglio comunale, come se nulla fosse accaduto, determinando e interferendo nell’andamento delle attività consiliari e amministrative, con gravissimo scandalo e nocumento per l’immagine del Comune e dello Stato;

da quanto esposto, sembrerebbero evidenti le interferenze della criminalità mafiosa nelle ultime elezioni amministrative di Adrano,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei gravi ed allarmanti fatti descritti e se, alla luce degli stessi, non intenda attivarsi per inviare una commissione prefettizia di accesso al fine di verificare, ai sensi della normativa vigente, se e come la criminalità organizzata abbia infiltrato l’amministrazione comunale di Adrano.

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