I due sono accusati di associazione a delinquere finalizzata “alla corruzione elettorale e al mercimonio del voto”. Decade l’aggravante mafiosa

“Non più il pacco di pasta in cambio del voto ma un “giro pizza”. Ad Adrano c’è chi si sarebbe accontentato di farsi pagare il piatto italiano più famoso del mondo per mettere la x su un preciso candidato”. A scriverlo è la testata giornalistica online Livesicilia Catania in un articolo a firma di Laura Distefano,  all’interno del quale vengono riportati diversi stralci dell’avviso di conclusione indagini notificato ai consiglieri comunali di Adrano Federico Floresta, Maria Grazia Ingrassia e altri 12 indagati.

Si legge nell’articolo “è questo “il tariffario” che emerge dalle accuse messe nero su bianco nell’avviso di conclusione indagini notificato ai consiglieri comunali adraniti Federico Floresta e Maria Grazia Ingrassia e agli altri 12 indagati per corruzione elettorale. Si è chiusa quindi l’inchiesta, anticipata da LiveSicilia nei mesi scorsi, che però ha provocato – nonostante la gravità dei fatti oggetto di indagine – solo una timida reazione da parte dei politici locali e del sindaco Angelo D’Agate. Che ha commentato “guardiamo oltre”. A febbraio la discovery è stato resa necessaria per lo svolgimento di alcuni accertamenti irripetibili sui cellulari dei consiglieri comunali, che sono stati analizzati da un consulente nominato dal pm. È però caduta dalle contestazioni l’aggravante mafiosa”. Continua a leggere l’articolo su Livesicilia Catania cliccando qui.

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