I video dei giovani della Chiesa Madre, sono stati realizzati dopo una richiesta di Toti Di Marzo, infermiere adranita colpito dal Coronavirus

Una fede scalpitante, che non si affievolisce nemmeno davanti alla sospensione delle celebrazioni a causa del Coronavirus e che diventa acqua nuova per chi attende una parola di sollievo. Potrebbe essere un po’ questa la descrizione dell’animosità di tanti giovani del Cammino Neocatecumenale di Adrano, che sul finire della quaresima hanno realizzato due videoclip all’interno dei quali incidono, ognuno dalle proprie abitazioni, due canti tratti dal ricco repertorio di salmi musicati da Kiko Arguello – fondatore del Cammino – presenti nell “Risuscitò”. A scendere in campo, oltre alle chitarre “simbolo” dei neocatecumeni, una vera e propria orchestra formata da violini, trombe, percussioni, charango e cembali.

«Il tutto è nato da una richiesta lanciata in un gruppo Whatsapp creato da Toti Di Marzo, operatore sanitario, positivo al Coronavirus e ricoverato all’Ospedale di Enna» ha spiegato ad Yvii24, Marco di Guardia presente nel gruppo insieme ad alcuni giovani della parrocchia di San Paolo di Adrano e ad Emanuele Bellocchi e Daniele Avellino di Chiesa Madre. «Toti ci chiedeva di cantare per lui il Salmo “Non morirò ma io vivrò” per aiutarlo spiritualmente. Una richiesta di non poco conto. Vista la sua situazione ci siamo messi all’opera, per inviargli al più presto il canto. Toti, ricevuto il Salmo, ci ha profondamente ringraziato. Dopodiché visto il periodo difficile che stiamo vivendo, in me Daniele ed Emanuele è nato il desiderio di realizzare un altro canto per portare una Parola di speranza e di vicinanza a tutti quelli che il video avrebbe raggiunto, facendo cadere la scelta sul profeta Isaia: “Ti vedranno i Re”. Un canto che fa presente l’amore di Dio che come Padre non si dimentica mai dei propri figli, anche quando questi si sentono abbandonati come può capitare a tanti di noi in questo periodo di emergenza Coronavirus».

«Realizzare questo video, ha anche accorciato la distanza imposta dall’emergenza Coronavirus, dissoltasi dalla comunione che si è creata tra di noi» continua Marco di Guardia.  «Abbiamo sperimentato ciò che diceva Sant’Agostino: “chi canta prega due volte”. Una volta condiviso il primo video in rete, ci siamo sorpresi dell’accoglienza, non tanto per i like ricevuti, ma per i commenti e i messaggi commossi che ci sono giunti anche da parte di Presbiteri.  Il canto ha toccato il cuore di molte persone che hanno trovato conforto nella Parola di Dio cantata e nel vedere la testimonianza di tanti giovani impegnati nella Chiesa. Forti di questa esperienza ci siamo impegnati ulteriormente per realizzare un altro canto: “L’Inno di Pasqua”.  Abbiamo fatto di tutto per pubblicarlo nella notte delle notti, la notte di Pasqua, affinché arrivasse a tutti un canto che sottolineasse la gioia e la vittoria del Cristo Risorto sulla morte».

Dei video come tanti altri, si potrebbe dire, ma che come gli altri – per chi crede – non lo sono. Video carichi di Spirito e di speranza che in questo periodo di afflizione vogliono essere uno strumento per portare all’interno di tante abitazioni una parola di conforto. Il Cammino Neocatecumenale, come altre realtà post conciliari, ha sempre posto alla base del proprio mandato l’evangelizzazione a coloro che sono “lontani” dalla fede. Oggi, questi giovani, hanno trasformato la classica chiamata all’annuncio del Vangelo nelle piazze reali delle città in un annuncio virtuale ma altrettanto dirompente all’interno della “piazza dei social”.  Un triduo pasquale inedito, quello appena trascorso, celebrato in famiglia attraverso la meditazione delle letture proposte dalla Chiesa Universale attorno ad un tavolo con tutta la famiglia riunita, oppure vissuto in modalità smart-prayng con collegamenti video tra i vari fratelli di comunità grazie al sistema delle video chiamate.

“In questa circostanza eccezionale celebreremo la Pasqua in modo diverso da come l’abbiamo celebrata finora, in una maniera unica” ha anche scritto Kiko Arguello alle Comunità Neocatecumenali, poco prima dell’inizio della settimana santa. Ma la cosa meravigliosa è che Dio ci ha preparato in modo provvidenziale in questi 50 anni per poterla celebrare in casa, con la nostra famiglia. Le lodi della domenica con i vostri figli vi hanno preparato per poter celebrare una Pasqua per famiglie.  Molte comunità fanno  le  celebrazioni via internet; alcuni presbiteri celebrano l’Eucaristia trasmettendola via internet. Sappiamo che tutte queste iniziative sostengono i fratelli. Le famiglie numerose fanno le celebrazioni domestiche e ci raccontano della  meravigliosa  reazione dei figli”.

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