L’opera di Leonardo è arrivata in tutta segretezza sabato 19 maggio scortata da militari e sovrintendenti ed è stata posizionata nella teca in vetro realizzata per l’ occasione

L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto di educazione alla legalità “Piccoli cittadini crescono” organizzato dal Terzo Circolo Didattico di Adrano

Grande emozione per il convengo, svoltosi ieri 23 maggio nell’Aula del Consiglio comunale di Adrano, sulla legalità “In ricordo delle vittime della mafia”, nell’ambito delle celebrazioni per il XXV anniversario della strage di Capaci; incontro che fa parte del progetto di educazione sulla legalità “Piccoli cittadini crescono” allestito dal Terzo circolo didattico di Adrano insieme alla Pro Loco con il patrocinio del Comune di Adrano. Ospiti all’incontro Giuseppe Sturiale, magistrato della Procura Distrettuale Antimafia di Catania; Giovanna Raiti, dirigente dell’associazione “Libera” di Siracusa; e Bartolomeo Musicò, Appuntato scelto dei Carabinieri. Presenti anche Giuseppa Centamore, dirigente scolastico del terzo circolo didattico “san Nicolò Politi”, Giuseppe Ferrante, sindaco di Adrano e Nicolò Moschitta, presidente Pro Loco Adrano. L’evento ha avuto inizio con un corteo, che partendo da Palazzo Bianchi è arrivato fino alla villa comunale, dove il sindaco Pippo Ferrante, alla presenza delle autorità, delle associazioni e delle scolaresche ha deposto un mazzo di fiori davanti alla stele in onore dei giudici Falcone e Borsellino.

 

Il corteo si è poi spostato nell’aula consiliare adranita, dove il tema dell’incontro è stato affrontato nelle diverse sfaccettature. Sturiale, Musicò e Raiti hanno raccontato le proprie esperienze personale, toccanti e drammatiche, tutte accomunate dal fenomeno mafioso. Il termine mafia ha diverse possibili origini etimologiche, come la derivazione dalla parola araba Ma Hias, “spacconeria”, che sta in relazione con la spavalderia mostrata dagli appartenenti a questa organizzazione; la derivazione dalla lingua araba mu’afak, “protezione dei deboli”, o maha, “cava di pietra” e la derivazione dall’espressione dialettale toscana maffia significante “miseria” oppure “ostentazione vistosa, spocchia”. La mafia, spiegata ai ragazzi, può essere definita come gruppo particolarmente organizzato e insidioso, che pretende di sostituirsi ai poteri pubblici nell’attuazione di una forma primitiva di giustizia, che si regge sulla legge della segretezza e dell’omertà e che si avvale della paura, attraverso intimidazioni, estorsioni, sequestri di persona e omicidi, per condizionare la vita sociale e politica allo scopo di interessi economici privati.

La mafia però, come ricordava il giudice Giovanni Falcone, è un fenomeno umano e sociale e in quanto tale è destinato a finire. Il magistrato Sturiale ha così ricordato che questo fenomeno può essere combattuto solo con la cultura e attraverso il cambiamento dello stile di vita.
Gli studenti del Terzo circolo didattico “San Nicolò Politi” hanno poi esposto alcune domande agli ospiti. La prima parte della giornata si è conclusa con l’ascolto del brano musicale “I cento passi”, dei Modena City Ramblers, tratto dall’omonimo film dedicato a Peppino Impastato, attivista di Democrazia Proletaria e fondatore della radio libera “Radio Aut”, dalla quale denunciò fatti e misfatti delle cosche di Cinisi e Terrasini. Nonostante la sua famiglia fosse mafiosa, Peppino lottò la mafia con tutte le sue forze, utilizzando anche l’arma dell’ironia. Le cosche lo eliminarono il 9 maggio del ’78.

Nella seconda parte dell’incontro si è tenuto, sempre nell’aula consiliare, lo spettacolo di teatro civile “Settembre 1990 – Luglio 1992”, scritto e diretto da Angelo D’Agosta con la partecipazione di Eleonora Sicurella.
I due attori hanno raccontato attraverso il teatro la storia di uomini che lottarono la mafia, come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Rosario Livatino, e le loro scorte. Angelo D’Agosta ha inoltre dichiarato: «Una frase spesso utilizzata in questo giorno è “io non dimentico, vorrei inoltre aggiungere “io non dimentico e lo racconto”». L’evento si è concluso con la canzone “fine degli eroi” di Venditti cantata dal coro del Circolo “San Nicolò Politi”. Nicolò Moschitta ha infine dichiarato: «Ritengo che abbiamo dato il giusto messaggio, l’aula consiliare era strapiena così come l’entusiasmo dei ragazzi. Abbiamo cercato di fare qualcosa di positivo da trasmettere ai giovani».

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