Le battaglie che hanno fatto la storia delle donne al centro di un interessante convegno del Lions Club Adrano Bronte Biancavilla

Si è svolta venerdì 9 giugno, presso Palazzo Bianchi di Adrano, la conferenza “Astrea e Clio. Le donne in Italia tra diritto e storia” allestita dal Lions Club Adrano Bronte Biancavilla. Moderatore dell’evento Giovanni Scuderi  presidente del Lions Club. La conferenza è stata introdotta dalla professoressa Grazia Liotta, componente comitato distrettuale Lions “Abuso sui minori e violenza sulle donne”, che ha spiegato come l’incontro volesse ripercorrere il cammino dell’emancipazione femminile toccando anche tematiche moderne. Intervenuti all’evento l’avvocato Valeria Sicurella, legale associazione Thamaia , basando il suo discorso su “Franca e le altre: battaglie legali dal delitto d’onore al femminicidio”, e la dottoressa Alessia Facineroso ,docente della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania, che attraverso tre luoghi comuni ha ripercorso la storia delle donne “La fabbrica, il seggio, la piazza.

Il lungo cammino verso l’emancipazione femminile.” Alessia Facineroso ha spiegato che la consapevolezza della subalternità femminile arrivò nell’Ottocento, quando le prime donne combattendo per i loro diritti finirono per scontare le loro idee egualitarie in carcere.
Fino al 1892 le donne non poterono ricoprire le stesse mansioni che occupavano gli uomini, in quanto troppo faticose e non adatte al gentil sesso. Nel 1915, tra la drammaticità dello scoppio della prima guerra mondiale le donne colsero il momento per poter rivendicare i propri diritti.
Con la parola “fabbrica” Facineroso intende l’entrata in massa delle donne nel mondo del lavoro; gli uomini sono infatti inviati in guerra e le donne sono costrette a ricoprire le mansioni abbandonate, che al termine della guerra non vorranno più lasciare. Oltre che per il lavoro si batteranno per un’altra causa, cioè il diritto di voto. Dai numerosi cortei e proteste, nel 1945, nasce il decreto che prescrive che le donne possano essere elettrici, ma non elette. Ciò porta a nuove battaglie che sfoceranno nell’Italia del dopoguerra: nel ’46 potranno essere anche elette.

Si parla infatti di “femminicidio”, termine che indica l’omicidio di una donna, che viene uccisa in quanto tale. In Italia quasi 700 mila donne, secondo i dati Istat, hanno subito violenze ripetute, la maggior parte degli abusi avviene dentro le mura domestiche e l’assalitore, spesso, è conosciuto, un partner o un ex compagno. Facineroso  invita  le donne a ricordare la propria storia: «Evento molto importante perché quando si riporta l’attenzione su questi temi , antichi e nuovi allo stesso tempo, si sensibilizza l’opinione pubblica. Credo che ci sia molta retorica, non sono d’accordo a parlare delle donne come categoria a sé stante, sono cittadine come gli uomini . Importante è anche il dialogo fra i sessi, perché con il conflitto non si va da nessuna parte. Detto questo – conclude – la conoscenza della nostra storia ci può aiutare a capire dove dobbiamo andare e quanta strada ci rimane da fare».
Chiude Valeria Sicurella: «Trattare questi temi con una platea interessata è sempre utile. La fatica è ancora tanta, ma è certamente vero che i ruoli delle donne si sono aperti. Ci sono però ancora quei tetti di cristallo da abbattere: svolgiamo gli stessi lavori degli uomini , ricopriamo cariche pubbliche e politiche , ma non abbiamo la stessa retribuzione. Gli strumenti ci sono, è la cultura che va cambiata. Ancora ritengo che camminare in una piazza al buio da sole è pericoloso per una donna».

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