La candidata 5 Stelle Manuela Scarvaglieri denuncia il responsabile del centro “La Pira” Gino Calì per alcuni volantini ritenuti diffamatori

Non sono ancora ufficialmente partite, ma il veleno c’è tutto. Parliamo delle elezioni amministrative di Adrano che, a pochi giorni dalla presentazione di liste e candidature, approdano negli ufficio del Commissariato di Polizia di via della Regione e, se l’istanza andasse avanti, potrebbero raggiungere anche piazza Verga di Catania, ovvero il Tribunale. A dare fuoco alle micce è la candidata del Movimento 5 Stelle, Manuela Scarvaglieri, che ha presentato una denuncia querela per diffamazione nei confronti del responsabile del Centro Culturale “Giorgio La Pira” di Adrano, Gino Calì – docente in pensione –, noto per il suo storico volantino “La voce di chi non ha voce” che pubblica ormai da decenni mediante la distribuzione, l’affissione in una bacheca ubicata all’inizio di via Aurelio Spampinato e, da ultimo, anche sulla pagina Facebook del centro culturale.

E Manuela Scarvaglieri è finita proprio nel mirino di diversi volantini del Centro “La Pira” nonché di alcuni fotomontaggi, pubblicati anche su Facebook, che la candidata sindaca dei 5 Stelle ha ritenuto oltraggiosi della sua persona.
Il contenuto spazia dalle considerazioni di carattere politico alle frasi satiriche, dai fotomontaggi ai crisantemi legati accanto ad un volantino – affisso in bacheca – in cui Scarvaglieri è incoronata papessa sulla frase: “Con ogni volto un fiore di crisantemo”. In più, la candidata è apostrofata come “papera” e il suo seguito come “papere”. Il tutto è stato scritto nero su bianco sulla denuncia presentata al Commissariato nel quale Scarvaglieri fa una cronistoria dei fatti.

L’inizio – secondo l’esponente pentastellata – con l’avvicinamento di Calì al M5S al quale si propone come candidato sindaco. Al diniego da parte dei grillini, che hanno un proprio regolamento per il quale si giunge alla candidatura solo dopo una militanza attiva, Calì avrebbe iniziato a sparare a zero sul movimento e su Scarvaglieri con i volantini e con i fotomontaggi. Per la candidata 5 Stelle, inoltre, le iniziative di Calì hanno avuto effetti anche sulla sua vita privata, poiché il figlio minorenne sarebbe stato notiziato dai compagni delle foto che riguardavano la mamma.
La candidata sindaca del Movimento 5 Stelle, contestualmente alla denuncia per diffamazione, chiede un provvedimento della Magistratura per la rimozione dei volantini dalla bacheca di via Spampinato e dalla pagina Facebook del centro culturale.

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