Gremita la chiesa di Santa Lucia per le esequie dei giovani adraniti

È stato un pomeriggio carico di emozione, lacrime, dolore e commozione quello che è appena trascorso ad Adrano nella giornata dell’ultimo saluto ad Erika, Salvo, Manuel e Lucrezia, le 4 vittime del tragico incidente stradale verificatosi all’alba di domenica scorsa sulla strada statale 121 in territorio di Belpasso. Le esequie congiunte si sono celebrate all’interno della chiesa di Santa Lucia con una cerimonia funebre officiata da don Giuseppe Calabrogio e concelebrata da padre Nicola Petralia, Padre Pietro Strano e padre Domenico Grasso.

Un’omelia molto toccante quella di don Calambrogio che ha voluto affrontare la difficile tematica della morte alla luce della fede. «Da 46 anni che sono in questa chiesa non ho mai celebrato un funerale come quello di stasera» ha detto tra le altre cose il sacerdote. «Siamo davanti ad un dolore grandissimo che tocca tutti. Ognuno si rammarica e si chiede ma come e perché. Bellissima una frase che ho letto “vivono”.  Ma dobbiamo comprendere se è solo una parola o una realtà. Se ne dicono tante parole. Che i nostri 4 fratelli vivano non è una semplice parola ma una realtà che dobbiamo comprendere. Da questo funerale ricaviamo un insegnamento per la nostra vita. La vita è preziosa, evitiamo il peccato, viviamo da figli di Dio per essere partecipi della sua salvezza». Questa una parte dell’omelia.

I feretri di Manuel e Lucrezia sono già giunti in chiesa nella serata di ieri dove sono stati vegliati da familiari e amici. Le bare bianche di Erika e Salvatore sono invece giunte nel pomeriggio di oggi poco prima dell’inizio della celebrazione funebre. I corpi di queste ultime due vittime sono state accolte con il suono del silenzio militare intonato da una tromba, seguito da un lungo applauso.

Presente alla cerimonia in fascia tricolore anche il primo cittadino Angelo D’Agate, accompagnato dalla moglie, dall’assessore Anna Rita Marcellino, dall’assessore Vincenzo Lucifora e dall’onorevole Ars, l’adranita Giovanni Bulla. Il primo cittadino adranita ha anche proclamato per la giornata di oggi il lutto cittadino e quasi tutti gli esercizi commerciali della città sono rimasti chiusi fino alla fine del rito funebre.

Una chiesa di Santa Lucia gremitissima che non è riuscita a contenere le tante persone che hanno voluto dare l’ultimo saluto ai 4 adraniti. Chi non è riuscito ad entrare in chiesa ha potuto comunque seguire l’eucarestia dall’esterno, grazie ad un impianto di amplificazione allestito per l’occasione. Tante le magliette bianche con delle frasi dedicate alle vittime di questa tragedia e anche alcuni striscioni che sono stati posti ai piedi delle bare. “Colui che amiamo e che abbiamo perso non è più dov’era ma è ovunque siamo” oppure “Vivi e Vivrai” o ancora “Nessuno muore nei cuori di chi resta” sono solo alcuni di questi messaggi.

Al termine del rito le bare bianche sono uscite dalla chiesa per il corteo funebre nell’ordine: Erica, Salvo, Manuel, Lucrezia, accolte in via Roma da fiori e palloncini bianchi e rossi a forma di cuore che sono stati lasciati volare poi in cielo. I feretri hanno attraversato via Roma e via Aurelio Spampinato tra due ali di folla tra lacrime e applausi, per l’ultimo saluto a 4 giovani adraniti che nella fatalità hanno trovato la morte.

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