I malviventi ripresi dalle telecamere dei servizi di videosorveglianza del centro storico e intercettati mentre pianificavano il colpo

Quattro giovani, 3 pregiudicati uno con precedenti di polizia, sono stati arrestati negli scorsi giorni ad Adrano (avevamo dato un’anticipazione il 29 marzo) dagli agenti del locale Commissariato di Polizia per la rapina, con brutale aggressione di un dipendente, ai danni di un “Compro oro” di Adrano. In esecuzione a un decreto di fermo di persone gravemente indiziate di delitto, emesso il 28 marzo dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, la Polizia di Stato ha arrestato i giovanissimi pregiudicati  Antonio Longo (18 anni), Gaetano Vezzi (19), Cristian Cusimano (18) e Salvatore Scafidi (19), quest’ultimo con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio. Tutti sono gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di rapina aggravata, lesioni personali e furto aggravato.

La misura cautelare accoglie gli esiti delle indagini avviate dalla Squadra Mobile di Catania e dal Commissariato di Adrano per una serie di furti e rapine, commessi con estrema spregiudicatezza, e a breve distanza di tempo, ad Adrano e Biancavilla. Le indagini tecniche, coordinate dalla Procura della Repubblica di Catania, hanno consentito di acquisire indizi di colpevolezza, univoci e concordanti, nei confronti di Antonio Longo, Gaetano Vezzi e Cristian Cusimano quali autori della rapina, avvenuta la sera dell’8 marzo scorso, ai danni del “Compro oro” di via Garibaldi ad Adrano. In quell’occasione, i tre, insieme ad un quarto soggetto non ancora identificato, tutti col volto coperto, di cui uno armato di pistola, dopo avere fatto ingresso all’interno dell’esercizio commerciale hanno colpito violentemente con il calcio dell’arma un dipendente del negozio, procurandogli una ferita con fuoriuscita di sangue, riuscendo ad impossessarsi di 1.000 euro in contanti, di alcuni oggetti in oro, nonché di beni personali della vittima.

Qualche giorno prima della rapina, una intercettazione ambientale ha registrato le voci di due degli arrestati che parlavano di un itinerario da seguire e relativo ad alcune strade di Adrano da percorrere in successione, per giungere dal centro in una zona isolata di campagna. Gli inquirenti intuivano che i soggetti progettavano la via di fuga dopo un’azione criminosa. Elemento decisivo per l’individuazione di Longo, Vezzi e Cusimano, quali autori della rapina, sono state le immagini registrate da alcuni sistemi di video-sorveglianza installati nelle vie limitrofe a via Garibaldi. Nel filmato si nota Vezzi correre seguito, pochi secondi dopo, dai compari e da un’altra persona non identificata. I quattro sono stati ripresi anche mentre indossavano i passamontagna. La circostanza che i malviventi fossero a volto scoperto ha consentito agli investigatori della Mobile e del Commissariato di Adrano di riconoscerli senza dubbi.

Un’altra telecamera li ha inquadrati mentre, con il volto coperto, imboccavano a piedi una stradina che li avrebbe condotti di fronte all’esercizio commerciale. Subito dopo il colpo, i quattro sono fuggiti a piedi ripercorrendo la stessa strada seguita all’andata, tenendo qualcosa in mano.
I tre, inoltre, insieme a Salvatore Scafidi, sono stati identificati come gli autori del furto di un’autovettura Mini Cooper, rubata la notte del 14 marzo scorso all’interno di un garage di Biancavilla.
La Procura Distrettuale della Repubblica ha disposto il fermo, ritenuto concreto il pericolo di fuga di tutti gli indagati, in virtù delle intenzioni di rendersi irreperibili, manifestate chiaramente da Longo e Scafidi in una intercettazione ambientale registrata dagli investigatori “… ora ci saliamo e glielo andiamo a dire ce ne dobbiamo andare, guarda che c’è qua, questo lo sai che significa..”.

Nel corso delle perquisizioni, eseguite nell’ambito dell’esecuzione dell’ordinanza di custodia, all’interno dell’abitazione di Vezzi sono stati rinvenuti e sequestrati 200 grammi di marijuana. Il giovane è stato arrestato anche per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
Espletate le formalità di rito, i quattro sono stati rinchiusi nel carcere catanese di Piazza Lanza. Ieri, 31 marzo, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica, ha convalidato gli arresti disponendo la custodia cautelare in carcere per tutti gli indagati.

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