Due barellieri indagati per omicidio: procuravano la morte in malati terminali per lucrare su vestizione ed esequie

Udienza preliminare al Tribunale di Catania per l’inchiesta “Ambulanza della morte” che vede come indagati i barellieri 43enni Davide Garofalo (attualmente detenuto) e Agatino Scalisi (indagato a piede libero), su cui grava l’accusa di omicidio volontario (3 omicidi su Garofalo, uno su Scalisi)ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. La nuova udienza davanti al Gup Giovanni Cariolo si terrà il 24 ottobre prossimo. Sono state depositate le istanze di costituzione di parte civile dei familiari di alcune vittime, del Comune di Biancavilla, dell’Asp di Catania, dell’associazione Antiracket Libera Impresa.
L’indagine ha preso le mossa da una inchiesta del programma Mediaset “Le Iene” che ha intervistato un testimone il quale ha svelato che i due avrebbero indotto la morte in malati terminali a bordo dell’ambulanza che trasportava i poveretti a casa pe trascorrere le ultime ore con gli affetti più stretti, iniettando nelle vene siringate di aria per procurare il decesso per embolia gassosa. Scopo degli omicidi era quello di lucrare sulla vestizione della salma e quello di rivendere alle agenzie funebri compiacenti, di Adrano e Biancavilla, le esequie, il tutto con il beneplacito delle cosche mafiose locali. I barellieri intascavano compensi compresi fra 200 e 300 euro: valeva tanto la vita di una persona.

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