Il primo cittadino: «Belpasso è pronto a costituirsi parte civile nei processi che verranno celebrati»

Nota del sindaco di Belpasso, Carlo Caputo, sull’operazione della Dda di Catania denominata “Araba Fenice” (leggi il resoconto del blitz) condotta dai Carabinieri che ha permesso di arrestare 15  esponenti della famiglia Santapaola-Ercolano operanti nella zona di Belpasso. Caputoscrive: «Un altro durissimo colpo è stato inferto alla criminalità organizzata con questa operazione nella quale emerge la grande professionalità di investigatori e forze dell’ordine che hanno rivolto una straordinaria attenzione al nostro territorio con l’intento di stroncare i movimenti malavitosi. Il mio pensiero va innanzitutto all’opera dei magistrati della Dda di Catania sotto la guida del procuratore capo Carmelo Zuccaro e ai Carabinieri, egregiamente coordinati dal comandante provinciale, colonnello Francesco Gargaro, che ringrazio in qualità di sindaco e a nome dell’intera città.  

Nella gente di Belpasso c’è un forte desiderio di riscatto e di legalità, e non sto facendo teoria, perché i 15 arresti compiuti giovedi scaturiscono anche dalle numerose denunce con le quali i cittadini hanno potuto fornire elementi fondamentali per le indagini. Questo significa che la città ha reagito contro i tentativi di prevaricazione messi in atto dalle famiglie mafiose. Accanto a questo sentimento della popolazione vorrei collocare l’opera avviata da alcuni anni da questa Amministrazione per restituire a Belpasso un’immagine basata sui valori culturali e tradizionali genuini, con iniziative di rilancio delle risorse locali come la pietra lavica, il teatro, la letteratura. Tutte azioni che servono a ricostituire finalmente quel tessuto sano della nostra società che purtroppo in passato è stato pesantemente macchiato da fatti criminosi gravissimi.

Noi non possiamo ignorare questi fatti ma li condanniamo apertamente e decisamente per ribadire che Belpasso non è più la terra del “malpassotu”, ma è abitata da gente onesta, che sa lavorare, che sa produrre cultura. Certe consorterie criminali, pur non avendo  rinunciato a condizionare l’economia locale, non possono e non devono avere spazio in questa città. Mi auguro resti sempre alta la guardia, così come è stato finora, e mi auguro soprattutto che vi sia certezza della pena, perché dal brillante risultato di oggi si arrivi ad una sempre più ampia affermazione del diritto su ogni forma di prevaricazione. Il Comune di Belpasso farà la sua parte ed è quindi pronto a costituirsi parte civile nei processi che verranno celebrati».

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