Repertorio – Foto di Nelson García Bedoya da Pixabay

Lo denunciano “LAV” e “Una mano per 4 zampe”. L’associazione che attualmente ha una convenzione col Comune non può prestare soccorso per capitolato

Un cucciolo viene investito in strada a Belpasso e muore dopo 2 ore di agonia senza che si riesca ad attivare la procedura per soccorrerlo. Il fatto, accaduto nei giorni scorsi, è denunciato dalle associazioni “LAV” e “Una mano per 4 zampe” con una nota. «Il Comune di Belpasso non ha convenzione per soccorrere gli animali feriti», scrivono le due associazioni che chiedono l’immediata attivazione del  servizio previsto dalle vigenti normative. La convenzione attuale con l’associazione “Acae” non prevederebbe, infatti, pronto soccorso.

Nella nota si legge: «Notte tra il 5 e 6 luglio. Ore 22.40 circa: una cittadina di Belpasso residente in zona “Villaggio del Pino” è stata allertata dal guaito di un cane investito da un’auto che non si è fermata. Prontamente la signora contatta l’associazione locale “Una mano per 4 zampe” e i Carabinieri, che rintracciano il vigile urbano reperibile e attivano l’iter per il prelievo dell’animale, servizio di cui si occupa l’associazione “Acae Dog Village” convenzionata per il recupero ed il mantenimento dei cani randagi.

L’Associazione “Acae” rimasta in attesa delle disposizioni dell’assessore al randagismo Salvatore Pappalardo tutta la notte non ha ricevuto nessuna direttiva. Ore 23.36 la signora, bloccata in casa con un disabile e ancora in attesa dei soccorsi per il cagnolino agonizzante, contatta la sede “LAV” di Catania. Raggiunto telefonicamente dalla responsabile “Lav”, il sindaco Daniele Motta alla domanda “in quale struttura veterinaria bisogna portare il cane per salvargli la vita?” risponde “in questo momento sono fuori provincia, non saprei neanche cosa risponderle… posso chiamare l’assessore per vedere come sono organizzati… ”

Dopo l’incalzare della Responsabile Lav – prosegue la nota –  il sindaco cerca di scaricare le proprie responsabilità sull’associazione “Acae” che non può in autonomia decidere sulle cure da prestare ai randagi, infatti, nero su bianco, in un provvedimento a firma del comandante della Polizia locale Concetto Solano, si legge che: “l’associazione “Acae Dog Village” deve in modo puntuale e rigoroso, rispettare le prescrizioni del capitolato speciale di appalto (che esclude le spese veterinarie per la cura ed il pronto-soccorso degli animali)”; ed ancora “nessuna prestazione diversa da quelle specificatamente indicate potrà essere richiesta e, ove eseguita, non può costituire titolo per il pagamento”.

Ore 00.20 Il cucciolo investito muore in strada, da solo, dopo una sofferenza inimmaginabile. Un veterinario dell’ASP, di cui non conosciamo ancora l’identità arrivato sul posto ne ha constatato il decesso. Ci teniamo a precisare – proseguono “LAV” e “Una mano per 4 zampe” – che, da oltre 1 anno le associazioni citate hanno messo a disposizione dell’amministrazione il loro supporto per affrontare e risolvere tutte le problematiche relative al randagismo ma, le competenze e le soluzioni proposte, non sono state prese in considerazione dall’amministrazione; inoltre l’associazione “Acae Dog Village” che attualmente detiene per conto del Comune oltre 90 cani, di cui almeno il 75% era reimmissibile sul territorio e/o adottabile, ha nei confronti dell’amministrazione belpassese un credito di circa 200 mila Euro (dal 2016 ad oggi) e più 20 mila euro di spese veterinarie già sostenute che l’amministrazione non rimborserà perché “fuori capitolato”».

«L’Ufficio Legale nazionale della LAV si attiverà per accertare eventuali responsabilità degli Enti preposti e fare luce sulla vicenda. Il soccorso degli animali randagi è infatti un obbligo di Legge, oltre che morale, al quale le amministrazioni non possono sottrarsi» dichiara Angelica Petrina responsabile locale della LAV.
«Ci auguriamo che la morte di questo cucciolo non sia vana e possa portare un reale cambiamento nell’approccio al randagismo», conclude Giusy Cavallaro responsabile dell’associazione “Una mano per 4 zampe”.

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