Svelato in piazza Stella Aragona, alla presenza di Leo Gullotta, il mezzobusto dedicato a Francesco Condorelli

Commozione ed entusiasmo: questi i sentimenti che hanno riempito i cuori dei belpassesi che lo scorso sabato (26 settembre) hanno atteso numerosi in piazza Stella Aragona a Borrello, la svelata del mezzobusto dedicato al compianto cavaliere del lavoro Francesco Condorelli, fondatore, nel 1933, dell’omonima rinomata pasticceria e industria dolciaria di Belpasso. La statua è stata collocata all’esterno del bar Condorelli, con lo sguardo rivolto verso la chiesa della Madonna della Guardia: una scelta non casuale, poiché il cavaliere Condorelli era solito stazionare davanti alla sua attività con lo sguardo rivolto alla chiesa e all’Etna, ma anche al flusso di turisti diretti a Nicolosi.

E sabato a rendere omaggio a “u cavaleri”, come tutti i belpassesi ricordano ancora oggi Condorelli, sono arrivati in tantissimi. C’era chi ha prestato il suo volto e reso celebri i torroncini in tutta Italia, grazie ad una pubblicità di grande effetto: l’attore catanese Leo Gullotta, protagonista del famoso spot che si chiudeva con “Cavaliere Condorelli, è un vero piacere!”. E c’erano, all’evento condotto dal giornalista Luciano Mirone e a cui ha fatto gli onori di casa il sindaco Daniele Motta, anche il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, l’arcivescovo di Catania monsignor Salvatore Gristina, il presidente del Parco dell’Etna Carlo Caputo.

L’idea del mezzobusto è venuta alla luce grazie a Franco Asero, past president dell’associazione “Stella Aragona”, che ha coinvolto la “Fondazione Cavaliere Francesco Condorelli” e i figli Giuseppe e Gloria, e l’amministrazione comunale. «Quattro anni addietro – spiega Asero –  prima di prendere il suo posto come presidente, il compianto Pippo Chisari mi disse che dovevamo rendere omaggio al cavaliere. L’associazione ha voluto esaudire questo suo ultimo desiderio».

L’attuale presidente di “Stella Aragona”, Santo Signorello, aggiunge: «Noi soci abbiamo conosciuto personalmente il cavaliere, frequentavamo il suo bar da ragazzini e lo abbiamo apprezzato ancora di più da adulti per la sua lungimiranza ed ambizione. Oggi rendiamo omaggio alla sua memoria in modo unanime con un segno tangibile».

L’attesissimo Leo Gullotta, con il fare simpatico che lo contraddistingue da sempre, è salito su una sedia ed ha esclamato: «Mi piaci incutrarivi co’ cori». Subito dopo ha iniziato il suo intervento, tratteggiando Francesco Condorelli come il “cavaliere dei torroncini”. «Ognuno ha un aneddoto – ha esordito Gullotta – un ricordo preciso di questo meraviglioso uomo che non si è mai dimenticato di essere stato operaio. Tra noi iniziò prima l’amicizia e poi il rapporto lavorativo, io mi sento un pezzo dei suoi prodotti. Mi rivolgo ai giovani: conservate il principio di umanità. Viviamo tempi pesanti, Ciccio Condorelli ha lasciato l’umanità, la stessa che oggi porta avanti il figlio. Noi tutti sentiamo il bisogno di parlarne bene perché ha fatto del bene». L’attore ha poi concluso il suo intervento con la frase che ha reso celebri i torroncini in tutta Italia.

Nello Musumeci ha poi ricordato come conobbe il cavaliere: «Avevo diciotto anni, ero qui nel quartiere di Borrello per un comizio e distrattamente vidi un anziano fuori dal bar. In seguito scoprii che era il titolare e da allora diventammo amici. Francesco Condorelli è la testimonianza della Sicilia migliore, un imprenditore che è rimasto accanto i suoi operai e che curava la sua azienda come si cura una famiglia. La cosa più triste è quando si ci dimentica facilmente delle persone buone, in questo caso la patologia dell’amnesia non ha colpito i belpassesi. La nostra è una terra complessa: amara e difficile. Voglio che venga ricordata per questa gente e non solo per i malfattori».

Un’eccellente pasticceria la cui qualità è riconosciuta in tutto il mondo e, per i belpassesi, il bar Condorelli rappresenta un biglietto da visita, ma anche un importante luogo di riferimento e di intramontabili ricordi. L’odore del caffè, i dolci della domenica quali pasticcini, paste di mandorla e torroncini, hanno da sempre accompagnato la quotidianità dei residenti.

«Quando sono fuori dico di essere sindaco di Belpasso, immediatamente tutti associano il nostro paese a Condorelli – ha detto il primo cittadino Daniele Motta –. Il marchio è conosciuto su scala internazionale e durante un viaggio in America sono rimasto piacevolmente sorpreso dal trovare alcuni dei suoi prodotti dolciari. Proprio per questo è importante dare onore e merito al nostro illustre concittadino. Condorelli è stato il primo ad utilizzare il simbolo dell’araba fenice di Belpasso, volgarmente chiamato “aciddazzu” come logo delle sue confezioni».

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