Dura “Una mano per quattro zampe”: «Il veterinario Asp si è rifiutato di effettuare un ricovero»

Cinque cani di un branco che ne conta almeno quindici, morti per cause non ancora accertate, lo scorso fine settimana all’interno di una proprietà privata non recintata di viale Libertà, a Belpasso, al confine con il territorio di San Pietro Clarenza. Ad oggi, quattro delle cinque carcasse che sono state rinvenute sabato scorso 15 febbraio si trovano ancora sul posto in stato di decomposizione. Il corpo del quinto cane è stato portato mercoledì (19 febbraio) nell’istituto zooprofilattico, dove verrà sottoposto a necroscopia per accertare le cause della morte: confermare, o meno, l’ipotesi di avvelenamento formulata nell’immediato, o accertare altra eventuale causa.

Giusy Cavallaro, presidente dell’associazione belpassese “Una mano per quattro zampe”, ha dichiarato a Yvii24 che «il giorno dell’accaduto uno dei cinque cani che avevano ingerito i bocconi di veleno era ancora vivo. Il veterinario Asp si è rifiutato di effettuare il ricovero dicendo ai presenti che il cane stava bene, ma poco più di cinque ore dopo è morto».

Cavallaro aggiunge che «non appena avremo i risultati dall’istituto zooprofilattico procederemo con una denuncia ad ignoti dato che non sappiamo chi abbia compiuto tale gesto. Questo è l’unico modo che abbiamo per denunciare l’accaduto ma le autorità dovrebbero supportarci di più. I Vigili urbani – sottolinea la presidente di “Una mano per quattro zampe” – non sono intervenuti nell’immediato, ma sono arrivati in un secondo momento, dopo la sollecitazione dei Carabinieri».

Avvelenamento, o altra causa, la morte delle povere bestiole sembrerebbe essere stata provocata da una mano umana con l’obiettivo di sterminare interamente il branco che staziona quotidianamente nella zona. Un gesto ignobile non riuscito in toto perché non tutti i cani del branco erano presenti. I volontari di “Una mano per quattro zampe” sono certi dell’avvelenamento e dicono che altri due cani erano morti circa due settimane fa in circostanze analoghe. Un testimone avrebbe loro riferito che avrebbe visto un cane ormai moribondo per strada, finire sotto le ruote di un’auto. A causa della frattura della colonna vertebrale il cane sarebbe stato poi abbattuto.

Il sindaco di Belpasso, Daniele Motta, da noi contattato, al momento è cauto sulla pista avvelenamento, poiché in un sopralluogo dei Vigili urbani non sarebbero stati ritrovati bocconi avvelenati.«Le carcasse verranno rimosse al più presto – dice il primo cittadino belpassese – mentre per la bonifica dell’area stiamo contattando una ditta specializzata. Nell’attesa abbiamo collocato dei cartelli per evidenziare la pericolosità dell’area interessata. Inoltre, prima di intervenire dobbiamo adottare delle misure in quanto si tratta di un’area privata. Stamattina abbiamo avuto una riunione con le associazioni animaliste e stiamo cercando di trovare una soluzione per fronteggiare e prevenire questi problemi perché siamo soli in questa lotta al randagismo. L’Asp – chude Motta – non ci supporta e non procede con il ricovero dei cani».

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