Una delle panchine della villa comunale belpassese colorata di rosso: un posto occupato dalle vittime, ma un posto su cui non siederanno più. Presenti il padre di Veronica Valenti e la mamma di Giordana Di Stefano

È stata inaugurata oggi, presso il giardino Martoglio di Belpasso, la “panchina rossa”, allestita dall’Amministrazione comunale come simbolo della lotta al femminicidio e  alla violenza contro le donne. L’iniziativa è stata dedicata, in particolare, alla memoria della 30enne belpassese Veronica Valenti, uccisa due anni fa dal suo ex fidanzato.
«Non è un caso che sia stato scelto questo giorno – dice l’Assessore alla Cultura Bianca Prezzavento –. Oggi, infatti, ricorre il secondo anniversario della morte di Veronica. Verrà posta sulla panchina una targa in suo onore, donata da Vera Squatrito, mamma di Giordana Di Stefano, la ragazza di  Nicolosi vittima anche lei di femminicidio lo scorso anno. Il significato che l’amministrazione vuole dare è duplice: quello della presenza e quello dell’assenza. Presenza perché indica che il posto è occupato da Veronica e dalle vittime come lei, e l’assenza perché è un posto in cui una donna non si siederà più. Un posto vuoto nella società ma soprattutto nelle loro famiglie. Abbiamo scelto come luogo la villa comunale perché è frequentata da molta gente e anche da molti giovani».

Presenti anche i volontari del Centro Antiviolenza “Angeli” di Belpasso, che ha sede alla XII traversa, e le scuole del paese, sia elementari che superiori. I volontari ed i ragazzi dell’Istituto Tecnico “Galileo Ferraris”,  hanno prima incontrato i genitori di Veronica e di Giordana, presso i locali scolastici, per poi percorrere insieme a piedi il tratto dall’Istituto fino al Giardino Martoglio, in una fiaccolata che ha unito tutti, per dire “No alla violenza”.
«Sono state coinvolte le scuole superiori ma anche i bambini delle elementari, per educarli alla cultura del rispetto sin da piccoli –, afferma il Sindaco Carlo Caputo –. Oggi non è un giorno gioioso ma un giorno consapevole. Consapevolezza, infatti, è la parola d’ordine che insegnerò ai miei figli, insieme al rispetto. Mi sono spesso chiesto se i simboli siano veramente importanti, ma in fondo l’uomo ha sempre avuto bisogno di simboli a cui fare riferimento, quindi credo che questa panchina rossa sia davvero un riferimento, perché riguarda tutti noi. Quando avviene un femminicidio, non è solo un problema di pena e di giustizia, ma è un problema che diventa sociale, è nostro».

Anche Vera Squatrito, la madre di Giordana, è intervenuta con tenacia per sostenere questa lotta: «Questa panchina rossa è importante perché permettere di riflettere – ha detto la signora Squatrito –. Per quanto riguarda la giusta pena  per i carnefici, è chiaro che sono di parte, voglio giustizia. Ma la giustizia, non farà tornare indietro mia figlia. Ma posso combattere per lei e per tutte le povere vittime di violenza, affinché queste cose non avvengano più. Il femminicidio ha una percentuale alta, purtroppo non si riesce nemmeno a contare le violenze di ogni giorno. È importante sapere che la violenza non colpisce solo le donne, ma anche gli uomini, la donna violenta psicologicamente l’uomo. Quindi – ha concluso – deve essere chiaro che la violenza non ha sesso, riguarda tutti».
Ad emozionare, infine, l’intervento del padre di Veronica, Giuseppe Valenti: « Mi sono chiesto se sono sfortunato, ma in realtà non lo sono perché guardandomi attorno vedo quanta gente si interessa dell’argomento e non ti fa sentire solo. Ringrazio l’Amministrazione comunale e l’Associazione “Angeli”. Questa panchina ci aiuterà a sensibilizzarci».

Fiorella Vadalà, Vicepresidente del Consiglio comunale, è intervenuta esortando i bambini al rispetto: «Voi maschietti rispettate le vostre compagnette a scuola, rispettate chi avete attorno a voi e le vostre fidanzate nel corso della vita, perché in futuro non vogliamo più avere dolorose mancanze come queste nella nostra società civile». L’incontro mattutino si è poi concluso con i ragazzi della scuola superiore che hanno dipinto una parte della panchina appositamente rimasta grigia, per dare la possibilità proprio ai più giovani di ultimare e contribuire concretamente alla solidarietà. Inizialmente la panchina era coperta da un velo e da una rosa. Presente anche il giovane attivista antimafia Alfio Platania, che ha letto una sua poesia dedicata a Veronica.

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