«La donna rappresenta non una bellezza carnale ma una bellezza universale. Il messaggio è quello di spegnere il fermento di un vulcano che è la mamma di questo territorio, la ninfa Etna ne esalta il suo valore»

La “Città delle 100 sculture” si arricchisce di una nuova opera: e questa volta si tratta di una scultura monumentale. È stata, infatti, presentata venerdì scorso – 5 luglio – alla cittadinanza di Belpasso l’opera che celebra il 350esimo anniversario dalla catastrofica eruzione dell’Etna che distrusse la vecchia “Malpasso” e pose le premesse per l’edificazione dell’odierna Belpasso, la “Scacchiera dell’Etna” che giunse, tuttavia, dopo il catastrofico terremoto del 1693. La presentazione è avvenuta nel corso di una serata d’arte, cultura e poesia che si è celebrata in serata presso la “Grasso basalti” (Cava Timpa di Pero) alla presenza del primo cittadino Daniele Motta e del vicesindaco, nonché assessore alla Cultura, Tony Di Mauro.

L’opera è stata realizzata nel corso di due settimane ed è stata progettata dal professore Antonio Portale dell’Accademia di Belle Arti di Catania per poi essere realizzata da tre dei suoi studenti: Federico Alibrio, Sebastiano Tanasi e Giulia Barbuzza. La statua rappresenta la ninfa Etna, la figlia di Gea ed Urano, una figura femminile che si fonde con il magma rispettando l’armonia geometrica e che racconta la fuga dal vulcano in eruzione e la processione di malpassoti in fuga.
Ancora una volta si dimostra vincente la partnership stipulata da anni tra il comune di Belpasso e l’Accademia di Belle Arti di Catania che permette agli studenti di dar sfogo al proprio estro ed al paese di arricchirsi di opere d’arte che ad oggi formano un percorso scultoreo a cielo aperto grazie al progetto delle “100 sculture” nato nel 2014 sotto l’amministrazione Caputo.

«Il Simposio internazionale è anche l’opportunità per giovani artisti di cimentarsi con la pietra lavica, patrimonio della nostra Etna», sottolinea il vicesindaco Tony Di Mauro. Un recital dal titolo “Voci per l’Etna”, curato da Angelo Scandurra, ha impreziosito la serata. Presenti i poeti: Grazia Calanna,  Cettina Caliò, Vincenzo Caprio, Orazio Caruso, Fabrizio Cavallaro Giuseppe Condorelli, Antonio Di Mauro, Fabrizio Ferreri, Gianluca Furnari, Rocco Giudice, Alfio Grasso, Antonio Lanza, Paolo Lisi. Carmelo Panebianco, Rita Pennisi, mentre il cantastorie Alfio Patti ha effettuato tre esibizioni, con la regia dello stesso Angelo Scandurra.

In seguito l’intervento dell’architetto Virgilio Piccari che ha “dato voce alla scultura”: «La donna rappresenta non una bellezza carnale ma una bellezza universale. Il messaggio è quello di spegnere il fermento di un vulcano che è la mamma di questo territorio, la ninfa Etna ne esalta il suo valore – ha detto Piccari –. Non si produce polvere ma polvere di stelle che attraverso il valore della bellezza restituirà una memoria diversa di quella che ci accompagna in queste stagioni».
Alla fine dell’evento l’amministrazione comunale ha ringraziato gli sponsor che hanno reso possibile l’evento consegnando loro una medaglia celebrativa. Secondo il sindaco Motta «la composizione racchiude il mito del vulcano, gli accadimenti storici ed i valori religiosi di una comunità da sempre coraggiosa e determinata».

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