Ultimi colpi di scalpello per il monumento celebrativo dell’eruzione che distrusse Malpasso. Presto verrà collocato al Giardino Martoglio

È ormai quasi conclusa l’opera monumentale che ricorda la devastante eruzione dell’Etna del 1669 che distrusse Belpasso, in via di completamento nella cava dei Fratelli Grasso, nell’ambito del settimo “Simposio internazionale di scultura”. Il monumento rientrerà nell’ambito del progetto “Belpasso città delle cento sculture”, che conta già oltre 50 opere, in parte già collocate nel centro storico della cittadina pedemontana. L’idea della scultura celebrativa dell’eruzione del 1669 è del professore Antonio Portale (docente dell’Accademia di Belle arti di Catania)  e rappresenta la ninfa Etna, figlia di Gea e di Urano, in forma di figura che si fonde con il magma; in un’armonia di volumi geometrici si racconta la fuga dall’Etna, il vulcano in eruzione, e la processione di supplica davanti alla massa di lava incandescente.

Sotto la guida di Portale, gli studenti dell’Accademia Federico Alibrio, Sebastiano Tanasi e Giulia Barbuzza, hanno dato forma alla scultura monumentale che verrà collocata nei prossimi giorni nel corso di una cerimonia ufficiale al Giardino Martoglio. Alla chiusura del Workshop di scultura, nella cava Grasso si terrà un recital di poesie appositamente scritte per l’occasione, da poeti dell’area etnea, ispirate al tema “Odi dedicate al vulcano Etna”. La presentazione dell’opera scultorea, le immagini delle fasi salienti della realizzazione, i componimenti poetici, saranno contenuti in un catalogo a cura del poeta Angelo Scandurra.

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