Siglato un verbale fra comune e impresa che fa seguito alla “riunione di coordinamento” del 9 febbraio

Slittano a giugno, alla conclusione dell’anno scolastico, i residui lavori di ristrutturazione della Scuola secondaria di primo grado “Luigi Sturzo” di Biancavilla. Comune e impresa hanno infatti firmato un verbale nel quale si sancisce la riapertura del cantiere a scuola finita, limitatamente ai lavori invasivi, ovvero quelli che provocano polverosità e, dunque, rischi di possibile propagazione di fibre di fluoroedenite. La firma segue la “riunione di coordinamento” sulla sicurezza del 9 febbraio scorso fra il Comune di Biancavilla che è l’ente appaltante (presente con il sindaco Pippo Glorioso ed i funzionari dei settori interessati incluso il responsabile del provvedimento), la scuola (rappresentata dal dirigente Sergio Marra e dal responsabile per la sicurezza ingegnere Natale Saccone) e un rappresentante dei genitori.

Attualmente i lavori sono fermi poiché il nuovo step prevede l’installazione della scala antincendio e degli idranti, che richiedono forature e demolizioni. Il prosieguo del cantiere è, dunque, incompatibile con la presenza di alunni e personale scolastico.
Gli unici lavori possibili sono quelli di allestimento interno per la riapertura dell’archivio che prevedono solamente il montaggio degli scaffali e piccoli interventi non invasivi.
Con lo slittamento dei lavori ultimi a giugno, si chiude una vicenda che aveva visto le proteste dei genitori per l’attività del cantiere in simultanea con le lezioni, con i rischi connessi di possibile diffusione di polveri di fluoroedenite, minerale simile all’amianto estratto dalla cava di Monte Calvario ed utilizzato in edilizia, responsabile della morte, a Biancavilla, di oltre cinquanta persone per mesotelioma pleurico, il cancro da esposizione all’amianto.

Tuttavia, non è certa la presenza, nel materiale edile che costituisce i muri dell’istituto, della fibra pericolosa poiché la scuola è stata realizzata prima dell’inizio dell’attività di cava. Questa incertezza sulla presenza, o meno, della fluoroedenite,  nelle scorse settimane ha fatto salire la tensione con i genitori scesi sul piede di guerra per il presunto ritrovamento di tracce di polvere sui banchi. Altro motivo di preoccupazione è stato dato dallo smaltimento del materiale derivante dalla demolizione dei bagni dell’istituto nell’ex cava di Monte Calvario, anche se la procedura ha pienamente rispettato i protocolli sulla bonifica, secondi i quali i materiali di risulta derivanti da opere e strutture pubbliche devono essere smaltiti proprio in quella cava.

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