Bonanno: «Numeri poco convincenti rispetto al quadro che mi arriva quotidianamente dal confronto con gli operatori della sanità»

Sono sei i biancavillesi deceduti, a oggi, a causa del coronavirus. Ne dà notizia il sindaco Antonio Bonanno in un post Facebook. «Un’altra vittima. Un’altra persona strappata all’affetto dei propri cari da questo virus maledetto – scrive il primo cittadino –.  Piangiamo un’altra nostra concittadina: una donna di 70 anni che era ricoverata in ospedale, qui a Biancavilla». I dati aggiornati a ieri, forniti sempre da Bonanno, parlano di 115 attualmente positivi, 32 guariti dall’inizio della pandemia. Il primo cittadino, tuttavia, parla di «numeri poco convincenti rispetto al quadro che mi arriva quotidianamente dal confronto con gli operatori della sanità: i numeri sarebbero superiori, rispetto a quelli ufficiali, in termini di contagi».

Poi il sindaco paventa anche il rischio di dover decretare Biancavilla “zona rossa”: «Non si dovesse registrare alcun miglioramento, occorrerà valutare se anche per noi si debba pensare alla possibilità di rientrare tra le Zone rosse. È una riflessione che va fatta perché non va escluso nulla e perché la salute e la protezione sono priorità assolute contro un virus invisibile e spietato. Di certo, non ho alcuna intenzione di subire gli eventi».

Attualmente, in provincia di Catania, è già zona rossa il comune di Bronte (14 decessi da inizio pandemia). Nei comuni in cui è attivo il lockdown vige il divieto di: accesso e di allontanamento dal territorio comunale, con mezzi pubblici o privati; di circolare, a piedi o con qualsiasi mezzo pubblico o privato a eccezione di comprovate esigenze di lavoro, per l’acquisto di generi alimentari e beni di prima necessità, per ragioni di natura sanitaria, per stato di necessità o per usufruire di servizi o svolgere attività non sospese. Disposto lo stop di tutte le attività didattiche e scolastiche, di ogni ordine e grado e degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità.

Consentito, invece, il transito, in ingresso e in uscita, dal territorio comunale per gli operatori sanitari e socio-sanitari, per il personale impegnato nell’assistenza alle attività inerenti l’emergenza, nonché esclusivamente per l’ingresso e l’uscita di prodotti alimentari, di prodotti sanitari e di beni o servizi essenziali. Possibile anche il transito, in entrata e in uscita, per garantire le attività necessarie per la cura e l’allevamento degli animali, nonché per le attività imprenditoriali non differibili in quanto connesse al ciclo biologico di piante.

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