Accertata irrilevanza penale delle accuse mosse dal dipendente, il giudice ha deciso di archiviare

E’ stata archiviata per “infondatezza della notizia di reato” la querelle tra un dipendente del Comune di Biancavilla, già sottoposto a provvedimenti disciplinari, e il sindaco, il segretario generale, tre dirigenti e due dipendenti dell’Ente. Il decreto di archiviazione è stato firmato ieri dal gip, dottoressa Giuliana Sammartino del Tribunale di Catania che ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dal Pm, perché – come accertato – non è stata violata “alcuna norma specifica di legge o di regolamento” che avrebbero potuto far configurare il reato di omissione di atti d’ufficio e abuso in atti d’ufficio, volti ad arrecare un danno ingiusto al dipendente querelante. Accertata l’irrilevanza penale delle accuse mosse dal dipendente, il giudice ha deciso così di archiviare il procedimento per “infondatezza della notizia di reato”.

I fatti risalgono al febbraio dello scorso anno, quando il dipendente della V Area Tecnica aveva presentato querela contro il sindaco Pippo Glorioso, il segretario generale Antonio Maria Caputo, i dirigenti Salvatore Leonardi, Placido Mancari, Vincenzo Lanaia e due dipendenti dell’Ufficio Protocollo perché, a detta del querelante, non avrebbero fornito il numero di protocollo e le note del procedimento disciplinare a suo carico, già dibattuto nel 2016 e conclusosi con la sanzione della sospensione dal lavoro con privazione dello stipendio per tre giorni. Il gip ha accertato come, in realtà, non era stato negato alcun diritto al dipendente, al contrario “i documenti e le missive oggetto della querela erano stati a suo tempo inviati per mail dal dipendente e regolarmente protocollati”, pertanto nessuno dei querelati ha omesso o ritardato un atto d’ufficio. I soggetti coinvolti sono stati difesi dagli avvocati Turi Liotta e Giuseppe Milazzo.

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