Scrive il Comune di Biancavilla: «L’attività accertativa per i tributi comunali scaturisce da precisi obblighi normativi»

Replica dell’Ufficio Tributi del Comune di Biancavilla, al nostro articolo sulle “bollette pazze” Tares-Tari, giunte a un utente di Biancavilla. Il caso si riferiva a una villetta di Contrada Chiusi Pira a cui è stata recapitata per un anno una imposta al figlio e per l’anno successivo al padre, entrambi non residenti, priva di servizio rifiuti.

L’ufficio scrive in una nota:
L’attività accertativa per i tributi comunali scaturisce da precisi obblighi normativi che stabiliscono modi e tempi di attuazione ed in via preventiva la norma impone a carico dell’utente delle comunicazioni per evitare l’applicazione di sanzioni. Gli importi, così come i modelli di pagamento, sono due: Il primo (di importo più alto) si riferisce alla sommatoria di imposta e sanzioni calcolate in base a quanto stabilito dalla normativa vigente.
Il secondo (di importo più basso) si riferisce alla sommatoria di imposta e sanzioni applicate in misura ridotta se l’utente aderisce all’accertamento entro i termini per proporre ricorso. Premesso questo, l’utente non deve sommare i due importi ma utilizzare i modelli di pagamento, separatamente, in funzione del comportamento che intenderà adottare.  L’atto inviato al padre, riguarda immobili ed annualità diverse rispetto a quanto accertato all’utente ancorchè sul sollecito di pagamento è riportato l’attuale indirizzo di residenza, stante la mancanza di comunicazioni a suo carico.
Si ribadisce la disponibilità da parte degli Uffici preposti a modificare i dati riportati e correggere gli importi dovuti esistendo i presupposti supportati da idonea documentazione e motivazioni.

Non volendo entrare nel merito della vicenda, l’utente farà valere le sue ragioni e noi ci limitiamo a raccogliere la segnalazione, evidenziamo solamente che questo caso dimostra come gli uffici del Comune di Biancavilla abbiano avviato una indiscriminata bollettazione (non è un caso isolato poiché tanti cittadini hanno ricevuto la notifica Tares-Tari a tariffe esorbitanti, per case di non residenza e vissute per 2 mesi l’anno) non avendo cura di verificarne la legittimità: l’immobile in questione è infatti in ristrutturazione, con regolare pratica avviata e, dunque, non soggetto a tassazione. Inviare con un semplice click importi per migliaia di euro, scaricando sull’utente l’onere della prova, non sembra una pratica corretta né un servizio reso ai cittadini.

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