Iniziati i lavori sulla provinciale 156 per anni ostaggio dei rifiuti. Il costo lo paga il comune (i cittadini)

Bonifica della provinciale 156: cosa c’è da festeggiare? I toni trionfalistici utilizzati dal sindaco di Biancavilla, Pippo Glorioso, e dall’esperto sul ciclo dei rifiuti, Pasquale Lavenia, all’avvio delle ruspe per la rimozione dei rifiuti che durerà tre giorni, appaiono del tutto fuori luogo. La bonifica, infatti, non è un successo, bensì la certificazione di un fallimento. È un fallimento perché avviene dopo anni in cui un lembo della Repubblica Italiana è diventato una discarica in balia dell’illegalità e dell’inciviltà, con l’ente pubblico comunale inerme davanti a tale scempio, incapace di difendere una fetta del suo territorio ed i suoi residenti, costretti a respirare per anni i veleni che si son levati dall’immondizia. Un ente che non è riuscito ad imporre al proprietario, la Città Metropolitana di Catania, con ogni mezzo, anche con il ricorso all’autorità giudiziaria, la bonifica di quella strada con le corsie in ingresso ostruite agli automobilisti dalle montagne di spazzatura (leggi l’articolo di Yvii24).

E c’è di più: la Città Metropolitana, nello scorso mese di luglio, aveva assunto l’impegno di bonificare la provinciale, senza che alle parole seguissero i fatti (rileggi l’articolo). I biancavillesi si chiedono adesso: ma perché la bonifica la dobbiamo pagare noi visto che la strada è di un altro ente, che ha sempre fatto “orecchie da mercante” e che ha permesso tale scempio? Il sindaco, in una nota, scrive “non escludo che presenteremo le fatture di pagamento all’ex Provincia”. Non escludo? Che vuol dire non escludo? Che non sa se presenterà una fattura alla Città Metropolitana che per anni si è disinteressata dell’immondizia su una strada di sua proprietà? E che vuol fare, vuol ancora pensarci?
Glorioso annuncia pure che verrà installato un impianto di videosorveglianza. Ci si augura che non faccia la fine di quello di via del Trebbiatore, che, come ha detto lo stesso primo cittadino in una trasmissione di Yvii Tv, non è in funzione, anche se il suo esperto sui rifiuti, Lavenia, ha detto l’esatto contrario, ovvero che funziona (rileggi l’articolo).

Nel territorio del Parco dell’Etna diversi incivili sono stati sanzionati nelle scorse settimane con verbali da 1.800 Euro ciascuno (rileggi l’articolo). Per Biancavilla, se venissero avviati i controlli nell’area protetta di competenza, sarebbero belle cifre che, per la parte che introiterebbe il comune, potrebbero essere reinvestite in uomini e mezzi nella lotta alle discariche abusive che a Biancavilla continuano a sorgere come funghi (solo per citarne qualcuna, nel territorio del Parco dell’Etna che ricade nei confini comunali, in via del Trebbiatore, in via Scirfi, alle Vigne). Un tesoretto che potrebbe essere reimpiegato per abbassare le tariffe a quanti effettuano realmente la raccolta differenziata, i veri danneggiati dall’inciviltà, intanto perché il loro impegno merita un territorio senza rifiuti, e poi perché devono pagare per le bonifiche anche quando le somme non dovrebbero riguardare il proprio comune.

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