Nel mirino l’ordinanza del sindaco Antonio Bonanno: la Didattica a distanza è attivabile solo per motivi di emergenza epidemiologica

Scoppia il caos a Biancavilla dopo l’ordinanza di chiusura delle scuole emessa nei giorni scorsi dal sindaco Antonio Bonanno, da oggi sino al 22 dicembre, per sopralluoghi da eseguire negli edifici di competenza comunale per rilevazioni antisismiche. Il sindacato autonomo degli insegnanti “Gilda” ha, infatti, inviato una diffida stragiudiziale ai dirigenti scolastici degli istituti e circoli “Bruno”, “Sturzo”, “S.G. Bosco”, “II Circolo”, “CPIA”, e per conoscenza al sindaco Antonio Bonanno e all’Ufficio Scolastico provinciale, nella quale sottolinea che, in merito all’ordinanza del sindaco di chiusura delle scuole, eventuali comunicazioni dei Dirigenti scolastici ed eventuali delibere degli organi collegiali preposti sullo svolgimento dell’attività di Didattica a distanza, non sono conformi da quanto previsto dalla legge.

Si legge nella diffida: “La norma  prevede, infatti, che la Didattica a distanza o la Didattica digitale integrata, siano attivabili nel solo caso di emergenza epidemiologica in relazione al Covid-19 restando perciò escluse altre ipotesi che portano alla chiusura, in via precauzionale degli istituti scolastici. I Dirigenti scolastici non possono pertanto disporre la DAD o la DDI in contesti diversi da quelli della pandemia e quindi chiediamo che vengano annullate anche eventuali delibere approvate in tal senso”.

Una decisione, quella di Bonanno, dettata ufficialmente da rilievi antisismici da eseguire entro la fine dell’anno, ma che, in realtà, nasce dalla volontà di assecondare la maggioranza dei genitori che invoca la sospensione delle lezioni causa Covid-19. Durissimo il Partito Democratico di Biancavilla che ha inoltrato una nota:

«Il sindaco Bonanno continua a spaccare la comunità biancavillese con le sue sconclusionate ordinanze contingibili ed urgenti. L’ultima in ordine di tempo, con la quale ha disposto la chiusura delle scuole, rasenta il ridicolo! Non intendiamo soffermarci oltre sulle risibili motivazioni indicate nell’ordinanza: anche i bambini sanno che la necessità di eseguire i rilievi antisismici costituisce una banale scusa per tentare di nascondere la vera ragione della chiusura, cioè il timore espresso da parte della popolazione di mandare i propri figli a scuola per paura del contagio.

Il PD – proseguono i dem – non biasima chi teme per la salute dei propri figli e comprende bene le ragioni che stanno alla base della richiesta di chi preferisce tenere i bambini a casa! Quello che non si può tollerare, invece, è l’incompetenza e l’arroganza di chi pretende gestire la cosa pubblica senza averne le capacità. Vogliamo ricordare al nostro giovane sindaco che la sua improvvida iniziativa rischia di mettere in seria difficoltà le istituzioni scolastiche biancavillesi, le quali si vedono chiamate a sostituire la didattica in presenza con quella a distanza (DAD) in assenza dei presupposti di legge (ovvero un’emergenza sanitaria), oltre che mettere l’una contro l’altra le famiglie biancavillesi, costrette a dividersi per l’ennesima volta in due fazioni contrapposte, tra chi vorrebbe chiudere le scuole e chi invece le vorrebbe aperte.

Il compito di una classe dirigente degna di tal nome non è quella di creare lacerazioni sociali, ma di contemperare le esigenze di tutti con una visione chiara sul fine pubblico da perseguire per l’intera collettività. Piuttosto che nascondersi dietro alla banale scusa dei rilievi tecnici, che sul piano giuridico potrebbe non consentire alle istituzioni scolastiche il ricorso alla DAD, il sindaco Bonanno avrebbe dovuto avere il coraggio di dire pubblicamente che la situazione dei contagi registrata a Biancavilla suggerirebbe l’individuazione di forme alternative di didattica, che non prevedono necessariamente la presenza di tutti gli alunni nelle aule scolastiche, ma nemmeno la chiusura totale delle scuole. Ci permettiamo di dare un suggerimento al sindaco».

Aggiunge il Partito Democratico: «Le Linee Guida per la Didattica Digitale Integrata, previste dal Piano per la ripresa delle attività scolastiche nel mese di settembre 2020, di cui al Decreto del Ministero dell’Istruzione del 26/06/2020 n. 39, costituiscono un rimedio che potrebbe trovare attuazione nella concreta realtà territoriale locale, posto che ricorre nel caso in oggetto una “necessità di contenimento del contagio”, tale da giustificare l’adozione di una modalità di svolgimento delle lezioni on line anche per gli alunni frequentanti le classi del primo ciclo di istruzione. 

Coerentemente a quanto previsto nelle citate Linee Guida, l’attività digitale, in costanza della condizione di necessità suddetta, potrebbe svolgersi in modalità complementare a quella in presenza, “in tutte le istituzioni scolastiche di qualsiasi grado”, senza che ciò costituisca violazione delle disposizioni di cui al DPCM del 24/10/2020, del successivo DPCM del 03/11/2020 e da ultimo del DPCM del 3/12/2020.

Ciò significa che l’eventuale attivazione della didattica digitale integrata (DDI) è rimessa alle istituzioni scolastiche, tenendo in considerazione le esigenze degli studenti, in particolar modo degli alunni più fragili, consentendo quindi, da un lato di mantenere aperte le scuole per gli alunni che possono frequentare, dall’altro di consentire agli alunni rimasti a casa di potere seguire le lezioni a distanza, tutto ciò in un’ottica generale  di inclusività. Invitiamo il sindaco a ritirare la sua scellerata ordinanza ed a valutare, di concerto con i dirigenti scolastici, la percorribilità della soluzione da noi proposta. Ma siamo sicuri – conclude il PD biancavillese – che il nostro invito non otterrà alcuna risposta!»

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