Ricordata la figura di Gerardo Sangiorgio, alla cui memoria verrà istituito anche un premio

Anche Biancavilla ha celebrato il “Giorno della Memoria” che, il 27 gennaio di ogni anno, anniversario della liberazione del campo di sterminio nazista di Auschwitz, ricorda le vittime dell’Olocausto. E la città ha ricordato uno dei suoi figli che l’orrore dei campi di concentramento l’ha vissuto in prima persona: Gerardo Sangiorgio (1921 – 1993) che dopo l’8 settembre del 1943 fu uno degli Internati Militari Italiani presi prigionieri dai tedeschi. Fu deportato nei Lager di Neubranderburg bei Neustrelitz, Duisdorf e Bonn, am Rhein. Sopravvisse in “brandelli di carne e ossa” alle violente sofferenze inferte dagli aguzzini nazisti; liberato dalle truppe alleate ritornò in Italia all’inizio di agosto nel 1945.

Due le giornate culturali, svolte a Biancavilla, rivolte ai più giovani. La prima (giovedì 25) al Liceo delle Scienze Umane dove gli studenti dell’alternanza Scuola-Lavoro hanno letto alcune delle poesie più significative di Sangiorgio. La seconda (venerdì 26) a Villa delle Favare dove si è svolta una conferenza con la partecipazione di  Salvatore Borzì, tra i maggiori conoscitori della figura e della produzione letteraria di Gerardo Sangiorgio; di Giusi Rasà, docente di Filosofia al Liceo delle Scienze Umane; e di Maria Rita Neri. Ad introdurre il sindaco Pippo Glorioso, l’assessore Cristina Toscano e il dirigente scolastico Egidio Pagano.

E per ricordare Gerardo Sangiorgio verrà istituito anche un premio. L’idea è della famiglia Sangiorgio, del Liceo delle Scienze Umane e dell’amministrazione comunale che intendono chiedere un riconoscimento alla Presidenza della Repubblica. Gerardo Sangiorgio, nel passato fu omaggiato dall’allora Presidente Sandro Pertini.
Il sindaco di Biancavila, Pippo Glorioso, formalizzerà presto l’istituzione del premio con una delibera di Giunta.
«Vogliamo tenere vivo il ricordo di chi, come Sangiorgio, ha vissuto le atrocità nazifasciste – spiega il primo cittadino – per noi è un dovere morale per uno dei figli illustri di Biancavilla che, una volta tornato a casa dopo la drammatica esperienza dei lager, ha sempre infuso nelle giovani generazioni un messaggio di pace e di coraggio. Ci siamo già attivati con i familiari e il Liceo delle Scienze Umane, affinché il Premio Sangiorgio possa avere un richiamo nazionale, per stimolare la creatività dei più giovani».

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