Lunedì i genitori della media “Luigi Sturzo”, sfrattata dal terremoto, consegneranno la petizione all’amministrazione comunale 

Sono già centinaia le firme raccolte dai genitori degli studenti della Scuola secondaria di primo grado “Luigi Sturzo” di Biancavilla, a sostegno della petizione che verrà consegnata lunedì all’amministrazione comunale biancavillese nella quale, in sostanza, si chiede di superare i turni pomeridiani (attivati a causa dell’inagibilità del complesso di via Colombo dopo il terremoto del 6 ottobre) che attualmente si stanno svolgendo all’Istituto comprensivo “Antonio Bruno” e nell’adiacente Secondo Circolo “Verga”, mediante l’utilizzo del vecchio istituto “Bruno” presso il convento francescano, o di altre aule libere nelle diverse scuole cittadine di ogni ordine e grado.

Ai locali già individuati, si aggiunge anche la disponibilità di altre 8 classi che in passato ospitavano asilo e scuola elementare e che sono di pertinenza della chiesa del Sacro Cuore.
Insomma un’alternativa concreta ai doppi turni, che potrebbe essere messa in atto in tempi celeri, anche perché i locali verrebbero messi a disposizione dalle istituzioni ecclesiastiche proprietarie a titolo gratuito, in considerazione dei danni provocati dal sisma.
Una soluzione tampone nell’attesa che venga ripristinato il plesso della “Sturzo”, i cui lavori sarebbero stimati in tre mesi, anche se, un po’ a tutti, sembra un quadro fin troppo ottimistico considerati i tempi di affidamento e di esecuzione lavori.

Da noi contattato, tramite l’ufficio stampa del comune, il sindaco Antonio Bonanno preferisce non rilasciare alcuna dichiarazione sull’utilizzo della vecchia “Bruno”, né tantomeno sulla raccolta di firme avviata dai genitori.
Di certo il ritorno al mattino eliminerebbe innumerevoli disagi per famiglie, studenti e personale scolastico, ma anche per la stessa città di Biancavilla, che sta subendo oltremodo l’ingresso e l’uscita alle 14 e alle 19 dalla “Bruno”: il traffico collassa nei due orari, con lunghe e snervanti file in viale dei Fiori, nelle due direttive di marcia verso Adrano e verso Licodia. Inoltre, in via dei Mandorli, strada da cui gli studenti accedono all’istituto, si crea un vero e proprio muro d’auto, complici la sosta selvaggia ed il gran numero di persone presenti.

I disagi lamentati dai genitori sono tanti: la sorveglianza dei propri figli al mattino, che riguarda soprattutto le famiglie con mamme e papà lavoratori; la frequenza pomeridiana che mal si concilia con i compiti a casa; l’impossibilità di svolgere le attività pomeridiane (sport, musica, corsi). A ciò si aggiungono anche quelle piccole perdite per l’economia locale (chi vive di palestra o di corsi sta vedendo diminuire drasticamente la frequenza degli allievi, impegnati di pomeriggio a scuola) e i Pon della “Bruno”, il cui svolgimento è impossibile per le aule occupate. Genitori e alunni contestano inoltre una regola imposta nel pomeriggio e cioè la chiusura dei bagni alle 17:30.
Insomma, una via d’uscita da questo caos i genitori l’hanno trovata: bisognerà vedere se, alla fine, tutti avranno la volontà di percorrerla.

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