Eliminati in mezza giornata i due scarrabili che non dovevano stare nel centro di raccolta. Ma adesso dovranno traslocare anche gli autocompattatori

A poche ore dalla pubblicazione del nostro articolo (rileggilo) sui rischi per la salute di cittadini e lavoratori derivanti dai materiali presenti in uno scarrabile collocato all’interno dell’isola ecologica di Biancavilla (ovvero i rifiuti raccolti dalle spazzatrici per le vie della città, potenzialmente carichi di fluoroedenite, il minerale cangerogeno causa di inquinamento ambientale in città), l’amministrazione comunale corre ai ripari e libera il centro di raccolta dai rischi immediati. Ieri pomeriggio, due ore dopo la pubblicazione dell’articolo, il container è stato rimosso con destinazione la discarica. Stamattina sono stati, invece, rimossi gli scarrabili contenenti l’umido, anch’essi illegittimamente presenti nel centro di raccolta.

Solo il tempo dirà se nell’isola, grazie al nostro articolo, non verranno più lasciati gli scarrabili contenenti i due tipi di rifiuti, o se è stata solo una mossa momentanea per far passare la “bufera mediatica”. Rimangono irrisolti gli altri problemi gravi: la presenza degli autocompattatori dell’indifferenziato – che si notano nella galleria fotografica – che non dovrebbero stare all’interno dell’isola ecologica; i liquami prodotti da questi camion; i locali per il personale inservibili.

La Caruter, che eroga il servizio per il Comune di Biancavilla, è ospitata nel centro comunale di raccolta da circa un anno, da quando un incendio ne ha devastato l’autoparco. Una soluzione che doveva essere temporanea e che, invece, è diventata definitiva. Sembra abbastanza ovvio che un’isola ecologica, luogo da cui dovrebbe diffondersi la cultura ambientale basata sul riciclo, non può convivere con un cantiere della nettezza urbana: la prima è frequentata da famiglie, il secondo da addetti ai lavori. Una tale ovvietà, la capiranno anche gli amministratori?

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