Il consigliere comunale biancavillese M5S attacca il presidente sui tempi di convocazione della seduta di venerdì. Cantarella replica

Il consigliere pentastellato al Comune di Biancavilla, Dino Asero, a tutto campo contro il presidente del Consiglio comunale, Marco Cantarella, sui tempi di convocazione della seduta di venerdì scorso. Alla nota del pentastellato ha replicato con un’altra nota il presidente. Pubblichiamo di seguito i due documenti. Yvii24 ha intervistato entrambi (le due interviste sono in aperturaall’articolo).

Nota del consigliere comunale di Biancavilla Dino Asero del Movimento 5 Stelle

«Stasera è stato convocato il Consiglio comunale in seduta urgente per approvare il consuntivo Tari 2018, le nuove tariffe tari 2019, l’imposta unica comunale ed il nuovo regolamento Tari. Trattasi di importantissimi argomenti da discutere come punti all’O.d.G. Ebbene, ancora una volta l’amministrazione si è dimostrata irrispettosa della minoranza e della partecipazione democratica dei singoli consiglieri. Questi i fatti. La convocazione del consiglio è pervenuta, a ciascun consigliere, a mezzo pec in data 27.03.2019 ore 13,10, ovviamente è stata inoltrata la sola convocazione senza alcun allegato. Ho potuto ottenere tutta la documentazione solo il giorno successivo alla stessa ora, perché, trattandosi di file corposi, il sistema non riusciva a caricarli e inviarli ai singoli consiglieri, quindi mi sono recato presso gli uffici di presidenza per caricare nella mia chiavetta tutto il materiale.

Con sommo stupore ho attenzionato gli argomenti da trattare nella seduta consiliare del 29.03, e ho potuto notare che sarebbe stato impossibile preparare adeguatamente il lavoro per poter partecipare con cognizione di causa e dovizia di contenuti, ai lavori consiliari (basti pensare che il solo regolamento sulla Tari consta di ben 44 articoli). Mentre stavo caricando i file in chiavetta ho parlato, telefonicamente, col presidente del consiglio Marco Cantarella, manifestando il mio disappunto su questo modo di condurre i lavori in consiglio, perché di fatto non si consente ai singoli consiglieri, specie se di minoranza, di ben lavorare nell’interesse del collettività. Ho detto al presidente che nella seduta di consiglio del 29.03 p.v. nessun consigliere sarebbe stato in grado (ad eccezione dei componenti della IV commissione) di poter partecipare coscientemente ai lavori, perché impreparati.

Il presidente del consiglio ha scaricato la colpa al funzionario responsabile della 3 P.O, rag. A. Emmi asserendo di avere ricevuto solo in data 27.03 u.s. richiesta di convocazione urgente di consiglio comunale perché il 31.03 scadrebbe il termine per l’approvazione di quanto inserito nell’O.d.G. Prontamente mi sono recato dal funzionario per chiedere lumi e il ragioniere, mostrandomi, a monitor, la posta interna dell’Ente, mi ha confermato di avere inviato tutta la documentazione sugli argomenti da trattare, in data 15.03 e che la richiesta di convocazione d’urgenza del consiglio comunale, gli è stata intimata dal presidente del consiglio, perché diversamente il termine sarebbe spirato invano. Orbene, prendo atto che i lavori del consiglio vengono organizzati sotto il manto della bugia, peraltro, scaricando la colpa e mettendo in cattiva luce i funzionari del comune.

Non è mio compito stabilire chi ha riferito il vero e chi si è celato dietro la menzogna. Posso solo confermare che la data del 15 marzo è veritiera mentre sulla richiesta di convocazione non posso pronunciarmi. Vero è che il nostro presidente non si è dimostrato in passato e continua a non dimostrarsi capace a condurre diligentemente i lavori del consiglio perché dell’una l’altra: o non si rende conto dell’importanza degli argomenti da trattare in consiglio comunale e quindi non mette ciascun consigliere nelle condizioni di potersi preparare adeguatamente per contribuire attivamente ai lavori di consiglio nell’interesse della collettività, oppure volutamente ha fissato una data prossima per non consentire ai consiglieri di prepararsi e, quindi, avallare la loro presenza, in consiglio, al solo fine di scaldare la sedia.

Non permettere ai consiglieri di partecipare ai lavori del consiglio comunale con preparazione e cognizione di causa è un oltraggio all’intera collettività biancavillese. Non esiste male peggiore dell’ignoranza e della superficialità. Chiedo al Presidente del consiglio, nel rispetto del massimo organo da lui presieduto, di rinviare i lavori del consiglio a data successiva per le motivazioni sopra calendate.

Dino Asero
Consigliere comunale Movimento 5 Stelle Biancavilla

Replica del presidente del Consiglio comunale di Biancavilla Marco Cantarella

Lasciando al giudizio dei lettori il comportamento etico di pubblicare estratti di conversazioni avvenute per telefono o in ufficio, “colorate” nei contenuti oltre che smentibili in più parti dai soggetti citati all’interno del comunicato, rispondo semplicemente col conforto dei documenti cartacei consultabili da ogni Consigliere Comunale presso l’ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale.

Da Presidente garante di tutto il Consiglio Comunale e da persona seria, ho proceduto a convocare la seduta del Consiglio Comunale rispettando tutte le regole e gli obblighi indicati nel “Regolamento per il funzionamento del C.C.” Riguardo la singolare richiesta per mezzo stampa di rinvio del Consiglio Comunale, sempre all’interno del già citato regolamento è scritto in termini chiari e semplici, anche per i soggetti che hanno difficoltà di comprensione, che la possibilità di rinviare la trattazione di argomenti posti all’ordine del giorno spetta ai Consiglio Comunale, a maggioranza dei presenti. Ci si aspetterebbe, soprattutto da parte di operatori del diritto, una maggiore attenzione per lo studio di regolamenti e di atti, ma a volte le aspettative sono troppo alte. Non esiste male peggiore dell’ignoranza e della superficialità.

Marco Cantarella
Presidente del Consiglio comunale di Biancavilla

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