Sconto di pena rispetto al primo grado per Alberto Gravagna, Angelo Girasole e Alfio Petralia 

Sette anni di carcere per Alberto Gravagna e Angelo Girasole con 2100 euro di multa e 5 anni per Alfio Petralia e 1200 euro di multa. Sono queste le condanne in secondo grado decise dal giudice della Terza sezione penale della Corte d’Appello di Catania nei confronti di 3 imputati arrestati nell’operazione “Reset” – prosieguo dell’operazione “Onda d’urto” – portata a termine dalla procura etnea e dalle forze dell’ordine nel mese di aprile 2017. I tre, che erano stati condannati rispettivamente in primo grado a 8 anni (Gravagna e Girasole) e 7 anni e 6 mesi (Petralia), sono accusati di aver portato avanti azioni estorsive nei confronti dell’agenzia funebre biancavillese della famiglia Arena.

L’operazione, ricordiamo, scaturì grazie alla denuncia da parte del titolare dell’agenzia funebre, oggi testimone di giustizia, che permise di scoperchiare sul territorio un ben articolato sistema di estorsioni ai danni dell’azienda etnea che andava avanti dal 2012, aggravandosi progressivamente con ulteriori e sempre più intollerabili vessazioni e continue richieste di somme di denaro.  Un sistema smantellato tra il dicembre 2016 (Onda d’urto) e l’aprile 2017 (Reset) che portò all’arresto di diversi soggetti a vario titolo coinvolti nelle attività estorsive denunciate dall’imprenditore biancavillese. Dopo la denuncia di Arena, anche il comune di Biancavilla, insieme alla stessa famiglia imprenditrice del settore funerario, all’associazione Antiracket Libera Impresa e l’associazione Obiettivo Legalità si erano costituiti parte civile nel processo. Per loro, il giudice, ha riconosciuto un risarcimento come parte offese.

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