Lettera aperta dei ricorrenti che hanno vinto davanti al Tribunale amministrativo. «La visione diversa della situazione non Le dà il diritto di offendere parte dei suoi concittadini»

I genitori e i dipendenti dell’Istituto comprensivo “Antonio Bruno” di Biancavilla, freschi vincitori del ricorso al Tar di Catania, dal quale hanno ottenuto l’annullamento dell’ordinanza sindacale sui doppi turni, si tolgono qualche sassolino dalla scarpa e affidano a una lettera aperta al sindaco Antonio Bonanno, il commento della sentenza. Più che sassolino, la lettera suona come un macigno, scagliato all’indirizzo del primo cittadino che, in tutta la vicenda dell’alternanza nella turnazione mattina-pomeriggio, ne è uscito con le ossa rotte, intanto per non aver saputo mediare e, poi, per aver prodotto un’ordinanza che la giustizia amministrativa ha ritenuto illegittima.

Nella lettera aperta al sindaco, i ricorrenti scrivono: «Ultimo atto sui doppi turni La sentenza del TAR di Catania al quale ci siamo rivolti per impugnare l’ordinanza n. 10 dell’8 febbraio 2019 ci ha dato ragione. Ha stabilito che le motivazioni addotte erano del tutto infondate. La stessa quindi non poteva essere emessa e il problema dei doppi turni doveva essere gestito in maniera diversa. Finora nei Suoi (rivolta al sindaco, ndr) commenti ai Media, per sminuire la notizia, ha dato risalto alla consegna dei lavori di ripristino dell’agibilità della Sturzo, come se le due cose fossero in contrapposizione. L’inizio dei lavori ci rassicura tutti in vista dell’inizio del prossimo anno scolastico e non possiamo che esserne contenti.

Non osiamo immaginare il clamore e l’eco con i quali avrebbe comunicato la notizia del respingimento del ricorso nel caso in cui il TAR ci avesse dato torto. I toni da Lei utilizzati nei nostri confronti “…solo una minoranza ha manifestato una assoluta mancanza di solidarietà non fornendo di certo un esempio positivo nei confronti dei nostri figli” non sono degni di un buon amministratore che “…agendo secondo il principio del buon padre di famiglia” dovrebbe rappresentare l’intera collettività e non solo una parte.

La visione diversa della situazione non Le dà il diritto di offendere, di denigrare pubblicamente parte dei suoi concittadini perché così facendo, a parte la palese ingiustizia del giudizio, ha dato legittimazione a tutti coloro che ci hanno insultato riversandoci addosso una montagna di fango, iniziando così una vera e propria caccia alle streghe con pubblicazione delle nostre generalità (come se da parte nostra ci sia stata mai la volontà di nasconderci) esponendoci alla gogna mediatica come se adire un giudice fosse una cosa di cui vergognarsi e non invece il perseguimento di un diritto costituzionalmente garantito.

Infatti nessuno di noi ha mai lontanamente pensato di manifestare il proprio dissenso con forme diverse da quelle previste dall’ordinamento giuridico e questo, secondo noi, signor Sindaco è un buon insegnamento per i nostri figli. Continuiamo a ribadire che le motivazioni che ci hanno spinto a ricorrere al giudice non hanno niente a che vedere con il principio di solidarietà, tanto è vero che abbiamo volontariamente rinunciato sia alla richiesta di sospensiva in data 8 marzo, (in quanto era già in atto la turnazione e quindi avrebbe destabilizzato l’intera popolazione scolastica), che all’applicazione immediata della sentenza che ci consente di rientrare immediatamente di mattina.

Si può considerare solidarietà questa signor Sindaco? Non vogliamo in questa sede ripercorrere le tappe che ci hanno portato fin qui, ma ancora non comprendiamo perché non ha dato seguito agli accordi che vedevano favorevoli oltre a Lei, i dirigenti delle scuole Bruno e 2° Circolo che avrebbero evitato qualunque tipo di lite e di contenzioso evitando la necessità di fare valere i diritti in sede giurisdizionale con dispendio di energie e soldi per spese legali, sia per noi ricorrenti (€ 2.650,00) che per il Comune di Biancavilla (€ 5.836,48). La nostra visione era corretta, Lei non poteva utilizzare il Suo potere in questo modo, adottando un atto autoritario e illegittimo, che ormai ha prodotto degli effetti negativi nei confronti dei soggetti che invece noi volevamo tutelare, vale a dire i bambini della scuola elementare.

Sarebbe stato invece più giusto e più equo far condividere il disagio dei doppi turni ai soli ragazzi di pari grado della scuola media come da più parti proposto. Chi scrive ha la consapevolezza che qualunque riconoscimento non potrà risarcire il danno di immagine che abbiamo subito, ma se chi ha sbagliato avrà l’umiltà di spendere una parola, per dire che in una società democratica, si deve ricercare il consenso e non imporre delle scelte che tante volte risultano sbagliate: per noi sarebbe una grande conquista. Per quanto sopra detto – chiudono i ricorrenti – attendiamo da parte Sua delle pubbliche scuse che La riabiliterebbero agli occhi dei suoi cittadini».

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