Immagine tratta dal libro “Pasqua tra la gente dell’Etna – I riti di Biancavilla” a cura di Vincenzo Ventura
Immagine tratta dal libro “Pasqua tra la gente dell’Etna – I riti di Biancavilla” a cura di Vincenzo Ventura

Al via domani, Venerdì Santo, con la processione della Madonna dell’Addolorata in mattinata e con i “Misteri” la sera.

Dolore e silenzio, prima, per la morte di Gesù con la lunga processione dell’Addolorata e la rappresentazione degli ultimi momenti della vita di Cristo attraverso i “Misteri”, gioia e festa, dopo, per la risurrezione di Cristo con “A Paci”. Rappresentazioni della Pasqua a Biancavilla che da sempre costituiscono per i biancavillesi un momento di raccoglimento e di festa. L’inizio il Giovedì Santo con la solenne concelebrazione eucaristica “in coena Domini” ed il rito della “lavanda dei piedi”, a cui segue la processione de “I cruciddi”, la visita ai sepolcri nelle diverse chiese cittadine. Il Venerdì Santo, di buon mattino, la processione della Madonna dell’Addolorata. Alle sei  l’uscita dalla Chiesa del Purgatorio del simulacro con il viso, le mani e i piedi in cera della Madonna accompagnata dalla banda biancavillese per la “Cerca” del Figlio da parte della Madre nelle diciassette stazioni, chiese, comunità religiose e  luoghi della sofferenza come l’ospedale, la casa di riposo e il cimitero. In ogni stazione una strofa dei canti tra “Miserere”, o “Stabat”, o “Popule meus” intonata dai tanti fedeli partecipanti alla processione.  Dopo il lungo percorso, intorno alle 13, l’incontro con il Figlio morto in chiesa madre.

Venerdì sera la sacra rappresentazione degli ultimi momenti che hanno caratterizzato la vita di Gesù Cristo, i “Misteri”. Otto gruppi statuari condotti dalle diverse confraternite in una processione, secondo l’ordine cronologico della Passione enunciato nei Vangeli, per le vie principali del paese “ U giru de Santi “. In origine le statue erano solo tre: il Cristo alla Colonna, l’Ecce Homo e il Cristo Morto (per questo la processione era detta “I Tri Misteri”). Nel tempo si sono aggiunte le altre, fino alla statua più recente del Crocifisso Risorto. I confrati durante “ A sira de Tri Misteri” procedono in maniera lenta indossando la cappa bianca, il berretto nero e la mozzetta,  di diverso colore per confraternita, ad eccezione dei “Bianchi”  della confraternita della Madonna dell’Addolorata che non la indossano. I simulacri alla fine della processione rientrano nelle rispettive chiese di provenienza. A chiudere la processione del “Cristo alla Colonna” con la tradizionale “annacata”, a ricordare il passo sofferente del Cristo.

La domenica di Pasqua inizia con lo scappanio delle campane a festa. L’angelo Gabriele gioioso dalla chiesa dell’Annunziata raggiunge la Chiesa Madre e ritorna poi all’ Annunziata per comunicare alla Madonna la risurrezione del Figlio. A mezzogiorno in Piazza Roma, davanti alla Basilica Maria santissima dell’Elemosina, l’incontro del Cristo Risorto e della Madonna con il tradizionale bacio delle statue, detta “A Paci”, alla presenza dell’Angelo che danza, e della città intera in un tripudio di festa. Subito dopo la replica del bacio tra piazza Annunziata e via Umberto. A conclusione “U giru dei santi” dei  simulacri con le rispettive confraternite per poi fare ritorno nelle rispettive chiese.

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