Si dimettono il vicesindaco Mario Amato e l’assessore Enrica Neri: giovedì giureranno Salvatore Scalisi e Giorgia Pennisi

La giunta municipale biancavillese, presieduta dal sindaco Antonio Bonanno, a un nuovo – infinito – turnover.  Si sono infatti dimessi ieri, come da programma, gli assessori Mario Amato (vicesindaco con deleghe Lavori Pubblici e Urbanistica, espressione della civica “Costruiamo il nostro futuro”) ed Enrica Neri (Pari Opportunità; Contenzioso; Sviluppo Economico; Promozione del Territorio; Tributi, espressione della civica “Antonio Bonanno Sindaco” che fa riferimento al primo cittadino). Pronti i rimpiazzi: l’ex consigliere comunale, dimessosi nelle ultime settimane, Salvatore Scalisi (civica “Riparti Biancavilla”) e Giorgia Pennisi (civica “Biancavilla mi piace”) che giureranno giovedì.

Con Scalisi e Pennisi sono 10 gli assessori che in 2 anni si sono alternati in seno all’amministrazione comunale, dei 4 originariamente nominati da Bonanno subito dopo la proclamazione, ai quali il primo cittadino ha voluto sommare il quinto assessore il cui costo aggiuntivo pesa totalmente sulle casse comunali poiché opzionale rispetto ai 4 previsti dalla normativa. In pratica, la giunta nominata il 29 giugno del 2018 non esiste più. Antonio Bonanno è stato eletto accompagnato dal “refrain” “facciamo governare i giovani”, ma da subito si è dimostrato all’altezza dei “vecchi” assumendo ben presto i connotati da “dinosauro” e mutuandone tutti i vizi.

Nella giunta insediata al Palazzo di Città il ruolo dell’assessore è continuamente mortificato: per soddisfare gli appetiti delle tante liste che hanno contribuito all’elezione dell’attuale inquilino del piano nobile, vengono sacrificati esperienza e merito. E così, per accontentare tutti, Bonanno non va per il sottile conferendo incarichi della durata di pochi mesi a perfetti sconosciuti, spesso giovanissimi privi della benché minima esperienza amministrativa. A pagarne lo scotto è il paese che si ritrova continuamente in mano ad amministratori “piovuti dal cielo” (o meglio “calati dall’alto”) che non riescono a fornire risposte all’altezza delle attese dei biancavillesi. Ecco spiegato perché la città è praticamente immobile, con un’amministrazione incapace di risolverne i problemi e che, al contrario, diventa lei stessa un problema per la città.

Che apporto può dare un assessore senza alcuna esperienza che rimane in carica solo alcuni mesi? Nulla. Come nulla è stato l’apporto fornito dalla dimissionaria Enrica Neri (ci perdoni signora, non è una questione personale nei suoi confronti visto che Yvii24 l’ha attaccata più volte), chiamata in giunta come quinto assessore che pesa sulle casse della città con un costo aggiuntivo (il sindaco si è più volte lamentato della situazione conti pubblici, ma sugli sprechi di denaro non si è fatto mancare nulla). Che segno ha lasciato nella sua fugace apparizione – appena 10 mesi – al Comune di Biancavilla l’assessore Neri? Nessuna traccia, a parte qualche comparsata in occasione di presentazioni o eventi.

Ma la colpa non è affatto di Enrica Neri, ma di chi ha preteso la sua presenza (il sindaco Bonanno, di cui è diretto riferimento) limitando le deleghe a incarichi di nessun peso (le Pari Opportunità sono sempre riservate alle donne) e non garantendo tempo sufficiente per un’adeguata formazione al fianco di amministratori esperti, necessaria per entrare nella pienezza del ruolo. Siamo certi che Enrica Neri avrebbe potuto dare molto di più solo se avesse avuto deleghe giuste e tempo sufficiente per maturare sotto l’aspetto amministrativo.

D’altronde, la logica che muove Bonanno nei confronti delle donne è solo quella della “riserva indiana” delle quote rosa, mentre gli incarichi di primo piano sono ben stretti nelle mani di una giunta tutta al maschile, disposta a concedere solo le “riserve”. Tornando alla questione “quinto assessore”, se la nomina del componente pagato dalle casse del comune è stata quella di distribuire gli incarichi fra un numero maggiore di amministratori, per meglio governare la città, non si capisce il perché il sindaco trattenga per sé, da ben 2 mesi, 17 deleghe!

Adesso, due giovanissimi senza alcuna esperienza, Scalisi e Pennisi, che apporto potranno dare nell’amministrazione della cosa pubblica in un momento complicato quale l’attuale post-covid, rimanendo in carica meno di un anno, giusto il tempo di mettere in piedi un nuovo turnover? Insomma, altro giro, altra corsa. E in questo scenario, il sindaco Antonio Bonanno ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Gli assessori Neri e Amato hanno condotto un lavoro attento e quotidiano, non tirandosi mai indietro dinanzi a difficoltà ed imprevisti. Mettendo al servizio della comunità tutta la loro esperienza e la loro capacità. Li ringrazio per quanto hanno fatto, e continueranno a fare indipendentemente dai ruoli istituzionali, per la città di Biancavilla».

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