Ultimo atto, la distruzione di una fontanella all’interno della villa comunale

Sono ancora i giovani – fortunatamente solo una piccola fetta della categoria – a far dubitare fortemente che un mondo diverso sia possibile. A dare spettacolo la scorsa sera a Biancavilla, intorno alle 21:30, due ragazzi presumibilmente del posto che forse in preda alla noia di una calda sera d’estate, hanno deciso di prendere di mira una fontanella presente all’interno della villa comunale, danneggiandola pesantemente. Ad inviare le immagini alla nostra redazione un abitante della zona che a corredo del video che immortala la scena già abbastanza grave, scrive: “Purtroppo non ho fatto in tempo a riprendere la parte precedente in cui i ragazzi lanciavano sulla stessa fontanella dei mattoni per romperla e poi staccare la bacinella e gli altri pezzi gettandoli  sull’aiola antistante. Il tutto fra urla e schiamazzi che hanno attirato l’attenzione di altri residenti della zona”. Ad essere allertati ed informati sulla vicenda che si stava verificando all’interno della villa comunale, anche i Carabinieri.

Ma è proprio questa la gioventù che domani dovrà guidare questo paese sia culturalmente che politicamente? Ma è accettabile che questa inquietudine di vivere che dovrebbe portare ad un riscatto generazionale, debba trasformarsi costantemente in atti vandalici contro il bene comune del paese o in derisione verso i più deboli? Se da un lato un’azione repressiva oggi è più che mai richiesta all’amministrazione ed alle forze dell’ordine, attraverso l’analisi anche delle eventuali fotocamere presenti in zona, che possano dare un volto ai due teppistelli del weekend, dall’altro le agenzie formative devono fortemente interrogarsi su quali valori stanno trasmettendo ai più giovani.

Ma per fortuna, anche oggi, ci piace pensare che non tutto possa essere perduto. Che il gene del “giusto” è stato tramandato nel corredo cromosomico di questa società. Nello stesso video, infatti, si vede un terzo ragazzo con la magliettina scura andare verso la fontanella abbattuta, per cercare di ripristinarla. Ci piace pensare, forse fantasticando troppo, che il gesto di quel ragazzo del video che cerca di riparare  il danno fatto da altri, rappresenti una dura condanna a quanto compiuto dagli amici poco prima. Gesto che riesce a far tornare sui propri passi anche uno dei vandali che va ad aiutare il ragazzo. Ma questa, forse, è solo una visione molto romanzata dei fatti, ma che ci piace immaginare e scrivere, volendo convincerci che ancora una volta il branco ha fallito, battuto dal buon senso e dal senso civico.

L’approfondimento con il sociologo biancavillese Giuseppe Ricceri

Per quanti sforzi possano fare oggi le agenzie educative, purtroppo non si riesce a tenere il ritmo del processo di sviluppo formativo delle nuove generazioni. È come se un po’ tutti avessero gettato la spugna su questo argomento. I fenomeni di devianza giovanile sono sempre esisti, ma quello a cui assistiamo oggi, tuttavia, coinvolge più livelli della vita di un individuo che vanno da quello etico/morale a quello educativamente pratico. Non volendomi addentrare sulla crisi dell’istituzione famiglia che, purtroppo, in certi casi sembra essere diventata un nucleo di coabitazione coatta se non di mero pernottamento, si è assistito ad un sempre crescente delegare la formazione dei giovani tout court alle agenzie esterne, non sortendo – di contro – alcun effetto migliorativo.

Sia chiaro, la mia non vuol essere una banale generalizzazione. Eppure, stando ad alcuni fenomeni rilevati, appare indiscutibile come chi professa di occuparsi dell’educazione dei giovani, sembra aver tacitamente mutato la propria vocazione a mero contenitore, sorvolando, nella maggior parte dei casi su quello che è il contenuto, ovverosia i giovani e la loro crescita sana, equilibrata e concreta. Lo svuotamento valoriale delle famiglie, a cui assistiamo oggigiorno, purtroppo, ha una ricaduta trasversale su tutti i livelli di stratificazione sociale. Di fatto assistiamo ad un riempimento dell’agenda degli appuntamenti settimanale dei propri figli, non valutando come questo non rappresenti una garanzia che da sola possa bastare a generare una maturazione integra del giovane.

Se a questo non sussiste una visione di guida con obiettivi fermi, si rischia di frammentare ulteriormente la già labile psiche di un giovane, esponendolo addirittura a istanze formative fluttuanti se non contraddittorie (si veda, a tal riguardo, la sovraesposizione mediatica a cui sottoponiamo i nostri figli senza una tangibile intenzione regolatrice). Spiace dirlo ma la scuola, le associazioni, gli oratori le palestre i gruppi sportivi, in linea generale, non sono di per sé una garanzia assoluta alla corretta formazione dei minori in età evolutiva, se tutte queste realtà si comportano da mero contenitore (se non sovente finalizzate solo a fare cassa) senza scendere in profondità su quelli che possano essere i disagi e i malesseri delle nuove generazioni. Di conseguenza, a causa della banalità e superficialità con cui viene trattata l’emergenza educativa oggi, avremo generazioni sempre più superficiali, insensibili e incapaci di discernere tra il bene e il male.

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