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I sacchi di inerti derivanti dalle demolizioni alla “Sturzo” conferiti a Monte Calvario

Il 9 febbraio riunione di coordinamento fra scuola, comune e impresa. Il dirigente Sergio Marra porrà la questione contaminazione da fluoroedenite chiedendo certezze sulla sicurezza

Ancora i lavori di ristrutturazione alla Scuola secondaria di primo grado “Luigi Sturzo” di Biancavilla al centro delle preoccupazioni di cittadini, genitori e dirigenza scolastica. A far discutere nei giorni scorsi, ma lo farà anche nei prossimi in vista di un una nuova riunione fra le parti, i sacchi di inerti edili lasciati nel sito di interesse nazionale di Monte Calvario, luogo un tempo cava di pietrame per l’edilizia da cui ha avuto origine l’inquinamento da fluoroedenite, il minerale killer che ha provocato oltre cinquanta morti accertati in città per mesotelioma pleurico, il cancro da esposizione da amianto al quale la fluoroedenite è del tutto simile.
Quei sacchi spuntati all’improvviso, hanno preoccupato i residenti dell’area intorno la vecchia cava per il loro contenuto. Successivamente è stato accertato che il materiale al loro interno deriva dai lavori di ristrutturazione in corso alla “Sturzo”, ed in particolare dagli inerti delle demolizioni dei bagni. Il dirigente scolastico Sergio Marra, alla notizia della comparsa del materiale a Monte Calvario, ha chiesto al comune il massimo della “chiarezza”.

Il 9 febbraio si terrà una “riunione di coordinamento” fra i tre soggetti interessati: il Comune di Biancavilla, che è l’ente appaltante; l’impresa che sta eseguendo i lavori; e la scuola. In quella sede il dirigente scolastico Sergio Marra porrà la questione “sicurezza”.
«Alla luce delle dichiarazioni rese alla stampa da un dirigente del comune sui rischi di possibile contaminazione da fluoroedenite del materiale contenuto nei sacchi smaltiti a Monte Calvario – dichiara Marra a Yvii24 –, chiederò nella riunione di coordinamento del 9 febbraio che venga garantita la sicurezza all’interno della scuola per gli alunni e per il personale scolastico. Qualcuno dovrà dire se ci sono rischi o se non ce ne sono, se le polveri sono pericolose oppure no. Questa è la chiarezza che chiedo».
Professore Marra, intende bloccare i lavori fino alla fine della scuola?
«Si concerterà tutti insieme, perché insieme dobbiamo trovare la soluzione più idonea. Non sono interessato alle polemiche, ma alla sicurezza e per questo dobbiamo garantire il rispetto delle norme sul lavoro e di quelle igienico-sanitarie. I lavori che si dovranno affrontare, la realizzazione della scala antincendio e l’installazione degli idranti, prevedono forature e demolizioni. Prima dell’inizio dobbiamo essere certi che venga garantita la sicurezza agli alunni ed al personale».

GALLERIA FOTOGRAFICA MONTE CALVARIO

Sullo smaltimento del materiale derivante dai lavori alla “Sturzo”, una parte di chiarezza giunge dal sindaco di Biancavilla Giuseppe Glorioso, il quale alla precisa domanda di Yvii24 “è corretta la pratica di smaltire il materiale derivante dalla ristrutturazione della scuola Sturzo a Monte Calvario”, ha così risposto: «Il materiale di risulta di tutti i cantieri relativi a interventi su opere e strutture pubbliche deve essere smaltito a Monte Calvario, così come stabilito dagli organi competenti nelle conferenze dei servizi che si sono tenute a Roma sulla problematica fluoroedenite».
Dunque, il materiale derivante dalla ristrutturazione in corso alla “Sturzo” è stato smaltito a Monte Calvario, perché così è scritto sui protocolli della bonifica da fluoroedenite a Biancavilla, e riguarda ogni edificio indipendentemente se contaminato o meno,  come peraltro già avvenuto per il materiale estratto negli scorsi anni dal cantiere della Ferrovia Circumetnea, una vera e propria montagna, secondo il principio che ciò che è uscito da Monte Calvario, lì deve fare ritorno. Ma sulla presenza del minerale fra le pareti della “Sturzo”, scuola realizzata prima dell’inizio dell’attività di cava a Monte Calvario, non c’è alcuna certezza. Adesso qualcuno quella certezza la dovrà dare e dovrà pure metterci una firma sopra, evitando, così, che tutto sia stato solo un “polverone”.

(Articolo scritto insieme a Pietro Nicosia)

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