L’assassinio delle Vigne, il 14 luglio l’udienza preliminare. Alfio Longo aveva fatto testamento escludendo la moglie

Avrà luogo presso il  Tribunale di Catania, nel pomeriggio del 14 luglio prossimo, davanti al Gup Rosa Alba Recupido, l’udienza preliminare per l’omicidio di Alfio Longo, avvenuto la notte del 27 agosto del 2015 alle Vigne di Biancavilla, per il quale l’unica imputata è la moglie della vittima Vincenzina Ingrassia.
A poco più di due settimane dall’udienza trapelano alcune indiscrezioni su alcuni elementi che potrebbero gettare una luce nuova sul fatto di sangue che ha sconvolto la fine della scorsa estate nella cittadina pedemontana. In particolare, stando a quanto si vocifera insistentemente in città, un fatto sembra destinato ad acquisire un peso rilevante: Enza Ingrassia, poche ore prima dell’omicidio, non sarebbe stata picchiata dal marito con lo stesso tralcio di vite che ha poi utilizzato per ammazzarlo, come ha raccontato agli investigatori.
Il fatto emergerebbe da una visita medica a cui la donna sarebbe stata sottoposta dopo l’omicidio. In pratica il medico non avrebbe riscontrato lesioni compatibili con la violenza subita. Torniamo a sottolineare che questi sono i rumors che si colgono in giro per la città, che si appresta a seguire le fasi del processo che, inevitabilmente, porteranno Biancavilla sulle prime pagine della cronaca.

 

Inoltre, e questa non è un’indiscrezione, Alfio Longo, otto mesi prima della sua tragica morte, ha fatto testamento nominando eredi tre suoi nipoti, escludendo la moglie dalla successione. Vincenzina Ingrassia avrebbe, comunque, potuto impugnare l’atto rivendicando la quota legittima. Dunque, tutta l’attenzione, adesso, si sposta sull’udienza preliminare del 14 luglio. Nel decreto di citazione a giudizio il pubblico ministero ha indicato come persone offese solo i fratelli del defunto, escludendo i nipoti.
L’omicidio di Alfio Longo avvenne nello scorso mese di agosto nella villetta delle Vigne di Biancavilla dove la vittima viveva insieme alla moglie. L’uccisione, che inizialmente la signora aveva descritto come un tentativo di rapina finito nel sangue, è stata poi ammessa da Enza Ingrassia. Longo venne colpito in testa più volte mentre dormiva con un ceppo di legno che, come detto, la signora ha dichiarato agli inquirenti che era lo stesso con cui era stata picchiata poco prima. La signora ha anche aggiunto di aver subito per anni la violenza del marito.

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