Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, l‘avvocato Andrea Ingiulla – già assessore comunale – spiega i contenuti dello strumento urbanistico

Sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n.62 del 18.12.2020, è stato finalmente pubblicato il decreto regionale del 24.11.2020 di “Approvazione del piano regolatore generale con annesse norme tecniche di attuazione del comune di Biancavilla”. Dalla data di pubblicazione decorre il termine perentorio di 60 giorni per impugnare il piano davanti agli organi di giustizia amministrativa, per chi si ritiene leso dalle nuove previsioni di piano e magari sperava in una diversa destinazione urbanistica del proprio terreno.

Nessun termine di decadenza è invece previsto per la richiesta di indennizzo da parte dei proprietari che hanno subito la riapposizione dei vincoli espropriativi e che possono farne richiesta al Comune in qualunque momento. Ma cosa prevede esattamente il nuovo PRG approvato? La risposta non è affatto semplice poiché il decreto regionale non è di facile lettura, sia perché è scritto in perfetto “stile burocratese”, sia perché esso costituisce la sintesi conclusiva di diversi pareri espressi dalle amministrazioni pubbliche coinvolte nel procedimento di approvazione del nuovo strumento urbanistico di Biancavilla.

Ritenendo di fare cosa utile per i nostri concittadini, tentiamo di spiegare nel modo più semplice possibile cosa prevede il nuovo piano che sarà destinato a regolamentare l’attività edilizia e quindi lo sviluppo della nostra comunità, almeno per i prossimi 20 anni. Come già detto in altre occasioni, l’iter di approvazione del nuovo PRG di Biancavilla ha preso le mosse dalle direttive impartite dal Consiglio Comunale nel lontano 2004. Soltanto nel 2017, con deliberazione di un commissario ad acta appositamente nominato, il progetto di piano è stato adottato dal Comune di Biancavilla e quindi è stato trasmesso alla Regione per la relativa fase di approvazione.

Il progetto di piano licenziato dal commissario (redatto dagli uffici comunali con l’ausilio di consulenti esterni), nelle sue linee essenziali, prevedeva:

  • 1) l’assimilazione delle previgenti zone C (nuova espansione) del vecchio piano alla zona B, con conseguente maggiore semplificazione delle procedure di ottenimento dei titoli abilitativi all’edificazione;
  • 2) il tentativo di recuperare vaste aree del territorio comunale interessate da fenomeni di abusivismo edilizio, definite di “edilizia spontanea” (B5);
  • 3) l’individuazione di nuove zone di espansione e quindi di nuova edificazione, da attuare mediante il sistema perequativo, denominate “aree risorsa”;
  • 4) l’individuazione di nuove aree da destinare ad attività produttive, denominate zone D, ed in particolare la previsione di insediamenti commerciali lungo la direttrice viaria che collega i comuni di Biancavilla ed Adrano (viale dei Fiori);
  • 5) la regolamentazione dell’attività edilizia in zona agricola, denominata E, in cui era contemplata anche una minima attività di edilizia residenziale;
  • 6) l’individuazione delle aree destinate ai pubblici servizi, denominate zone F;
  • 7) la regolamentazione delle aree prima ricadenti nella fascia di rispetto cimiteriale, ridotta da 200 a 100 metri.

Il progetto di piano esitato dal comune di Biancavilla è stato in larga parte disatteso dagli uffici tecnici regionali preposti all’esame e quindi all’approvazione del PRG adottato. I vari pareri espressi, sia dal Dipartimento dell’Urbanistica dell’Assessorato del Territorio e dell’Ambiente della Regione siciliana che dal C.R.U. (tutti integralmente riportati nel decreto regionale di approvazione), anche se con qualche distinguo, hanno sconfessato i presupposti progettuali che avevano ispirato i progettisti del piano, introducendo prescrizioni più restrittive.

In particolare è stata messa in discussione la previsione di crescita demografica della popolazione biancavillese ipotizzata fino al 2021, sulla cui scorta era stato effettuato il dimensionamento del piano e quindi le potenzialità edificatorie future del nostro territorio. In conseguenza di ciò, sono state quasi del tutto cancellate le previsioni di piano sopra previste per le zone B, C, D ed E; è stata invece confermata la vocazione commerciale di viale dei Fiori, così come la regolamentazione dell’ex area di rispetto cimiteriale.

Il decreto regionale di approvazione, che tali pareri ha recepito, è la risultante dell’operazione di “taglia e cuci” che è stata apportata al progetto di piano licenziato dal comune e che non risulta di facile comprensione, se non viene tradotto nelle opportune correzioni delle tavole di progetto ad esso allegate. A tale riguardo, lo stesso decreto ha imposto che “Il Comune di Biancavilla dovrà provvedere agli adempimenti di legge conseguenti all’approvazione dello strumento urbanistico in argomento e dovrà curare che in breve tempo vengano apportate dal Progettista le modifiche e le correzioni agli elaborati di Piano che discendono dal presente Decreto, affinchè per gli Uffici e per l’utenza risulti un testo definitivo e completo” (si veda l’art.4).

A questo punto ci aspettiamo che i soggetti competenti provvedano urgentemente ad apportare le dovute correzioni e soprattutto a renderle note alla cittadinanza, in modo da rendere intellegibile alle persone comuni cosa prevede il nuovo P.R.G. appena approvato. Lo si deve certo per ragioni di trasparenza, ma anche a maggior ragione per consentire alle persone di rendersi conto se hanno subito torti da fare valere innanzi al giudice amministrativo, entro il breve termine di 60 giorni previsto dalla legge a pena di decadenza.

Avv. Andrea Ingiulla

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