Missiva dell’avvocato Andrea Ingiulla, già assessore comunale ai Lavori pubblici e all’Urbanistica

Per la nostra rubrica “Lettere alla Redazione” ospitiamo l’avvocato Andrea Ingiulla, già assessore comunale a Biancavilla con deleghe Lavori pubblici e Urbanistica, che interviene sul Piano Regolatore Generale.

LA VICENDA DEL NUOVO PRG DI BIANCAVILLA: QUANDO UNA COMUNITÀ È INCONSAPEVOLE DEL PROPRIO DESTINO

Circa un anno addietro avevo posto un interrogativo circa le sorti del nuovo PRG di Biancavilla, provocando una stizzita reazione polemica da parte dell’attuale maggioranza, per la verità tanto inaspettata quanto inutile. Oggi si apprende dagli organi di stampa che il Consiglio Comunale di Biancavilla (delib.n.44 del 2.9.2020) ha presentato le proprie controdeduzioni al parere espresso dai competenti uffici della Regione siciliana, sul progetto di piano ancora in attesa di approvazione. Ritenendo di fare cosa utile per i nostri concittadini, tentiamo di spiegare nel modo più semplice possibile cosa sta avvenendo.

Come già detto in altre occasioni, il nuovo PRG di Biancavilla ha avuto un iter lento e travagliato, avendo preso le mosse dalle direttive impartite dal Consiglio Comunale nel lontano 2004. Soltanto nel 2017, con deliberazione di un commissario ad acta appositamente nominato, il progetto di piano è stato adottato dal Comune di Biancavilla e quindi è stato trasmesso alla Regione per la relativa fase di approvazione. Il progetto di piano licenziato dal commissario è stato ritenuto, da più parti, estremamente penalizzante per la comunità biancavillese – in particolare per tutti quei cittadini che avevano preferito non costruire in modo abusivo -, poichè aveva ridotto di molto le capacità edificatorie dei residui terreni rimasti inedificati.

Già nel 2017 alcuni cittadini avevano impugnato il piano adottato innanzi al TAR di Catania, lamentando il grave pregiudizio che le previsioni progettuali, laddove confermate definitivamente dalla Regione siciliana, avrebbero arrecato al loro diritto di proprietà. Anche numerosi tecnici operanti sul territorio (ingegneri, architetti, geometri, ecc.), appositamente costituiti in comitato, avevano sollevato obiezioni critiche alle scelte operate dai progettisti del piano, chiedendo alle istituzioni comunali di intervenire per mitigarne gli effetti devastanti sull’intera comunità. Il comitato era riuscito persino ad ottenere che il Consiglio Comunale, agli inizi del 2020, approvasse una mozione di indirizzo con la quale sottoporre agli uffici regionali le osservazioni da esso espresse (delib.n.3 del 25.1.2020).

Nel mese di agosto 2020, sono pervenuti al Comune di Biancavilla le valutazioni espresse dagli uffici tecnici regionali preposti all’esame e quindi all’approvazione del PRG adottato. Con la proposta di parere n.03 del 27.2.2020, il Dipartimento dell’Urbanistica dell’Assessorato del Territorio e dell’Ambiente della Regione siciliana ha in larga parte sconfessato i presupposti progettuali che avevano ispirato i progettisti del piano, introducendo addirittura prescrizioni ancora più restrittive. In particolare è stata messa in discussione la previsione di crescita demografica della popolazione biancavillese ipotizzata fino al 2021, sulla cui scorta era stato effettuato il dimensionamento del piano e quindi le potenzialità edificatorie future del nostro territorio.

In parole povere, l’ufficio regionale ha espresso l’avviso che, in rapporto alla popolazione residente ed al numero di alloggi esistente, non vi sarebbe alcuna necessità di ulteriore nuova edificazione nel territorio comunale. Anzi, secondo l’ufficio, andrebbe valorizzato il recupero del patrimonio edilizio esistente nel centro storico, mediante piani di risanamento ad hoc, e si dovrebbe tenere in debito conto il patrimonio edilizio abusivo che oggi risulta essere acquisito al patrimonio comunale. Muovendo da tali premesse di fondo, l’ufficio regionale ha quindi cancellato le pur limitate capacità edificatorie di vaste porzioni di territorio comunale, nelle quali i progettisti del piano avevano previsto la possibilità di nuova edificazione (ad esempio le aree classificate come zona B2, corrispondenti ai vecchi piani di recupero; le zone B3, B4, B5; le nuove zone C; ecc.).

E’ stata bocciata la previsione di riduzione della fascia di rispetto cimiteriale da 200 a 100 metri, con la conseguente cassazione delle previsioni di regolamentazione urbanistica delle aree ricomprese in detta fascia. Sono state, infine, quasi integralmente rigettate le opposizioni presentate dai privati, che lamentavano la riapposizione dei vincoli espropriativi o chiedevano una migliore destinazione urbanistica per i terreni di loro proprietà. La drastiche conclusioni del parere espresso dall’ufficio regionale sono state in parte mitigate dal voto del C.R.U. (Consiglio Regionale dell’Urbanistica), il quale ha confermato la congruenza di alcune scelte progettuali contenute nel piano adottato, in considerazione del fatto che la particolare condizione del territorio di Biancavilla – individuato quale sito da bonificare di interesse nazionale, a causa della nota problematica dell’inquinamento ambientale – rende oggettivamente difficile il recupero del patrimonio edilizio esistente all’interno del centro storico, per cui appare giustificabile la previsione di una limitata previsione di nuova edificazione nelle aree esterne non ricomprese nel perimetro SIN.

Lo stesso C.R.U. ha, però, evidenziato il pericolo che l’intera area ricadente nel centro storico  “…rischia di divenire, in assenza di soluzioni, un’isola insalubre di degrado e di abbandono…”, e pertanto ha suggerito “…all’Amministrazione di valutare l’opportunità di pianificare interventi di bonifica dell’intera area proponendo agli organi di governo specifici progetti e successivamente procedere ad una ristrutturazione urbanistico edilizia mediante piani di riqualificazione…” (si veda il voto C.R.U. n.198 del 29.7.2020). Come anticipato in premessa, agli inizi di settembre il Consiglio Comunale ha presentato le proprie controdeduzioni, con le quali ha però sostanzialmente aderito ai rilievi critici mossi dall’amministrazione regionale, dimenticando che appena qualche mese prima aveva condiviso le forti obiezioni espresse dal comitato dei tecnici liberi professionisti, avverso il progetto di piano adottato.

A questo punto si può ritenere, con elevato grado di probabilità, che l’assessore regionale al territorio ed ambiente, con decreto di imminente emanazione, approverà definitivamente il P.R.G. con le prescrizioni limitative di cui sopra. Ai cittadini che si assumono lesi nei propri diritti dal nuovo strumento urbanistico non resterà altra scelta che quella di rivolgersi al giudice amministrativo, per contestare la riapposizione dei vincoli espropriativi sui terreni di loro proprietà (ormai esistenti da circa trent’anni) o comunque per ottenere l’indennizzo economico previsto dalla legge.

Comunque andrà a finire, ritengo che l’importanza degli interessi in gioco e la rilevanza delle questioni poste dagli uffici dell’amministrazione regionale avrebbero richiesto, come appare logico ritenere, un approfondito dibattito tra le forze politiche presenti nelle istituzioni comunali, ma soprattutto avrebbero suggerito un ampio coinvolgimento di tutta la città – nelle sue diverse espressioni, professionali, sociali e produttive – sulle prospettive di futuro della nostra comunità che, almeno per i prossimi venti anni, sarà indissolubilmente legato alle scelte urbanistiche e di sviluppo contenute nel P.R.G. di imminente approvazione.

E invece nulla, il silenzio assoluto! Nessuno si è preso la briga di aprire un confronto con le categorie professionali e produttive, con le forze sociali, con i cittadini, sulla grave situazione prefigurata dai rilievi mossi dall’amministrazione regionale e sulle possibili soluzioni per ridare speranza ad una città che sembra destinata ad un inesorabile declino. Purtroppo, questa coltre di apatia e di assoluta indifferenza sembra ormai essere la caratteristica predominante nella nostra comunità, in cui non solo la classe politica ma anche la cd. “società civile” sembra essere inconsapevole del proprio destino. Ma una società che non si cura del proprio destino, non è destinata ad avere un futuro!

Avv. Andrea Ingiulla

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