La dirigente della “Sturzo” Furnari: «Nessuna comunicazione dalla “Bruno”». La dirigente della “Bruno” Di Maita: «Pec inviata sabato».  Assordante silenzio dell’amministrazione 

Restano ancora sulle spine i genitori degli studenti della Scuola secondaria di primo grado “Luigi Sturzo” di Biancavilla, che da fine ottobre svolgono le lezioni al pomeriggio a causa del terremoto del 6 ottobre. La riunione di ieri sera del Consiglio d’Istituto, infatti, contrariamente a quel che tutti si attendevano, non ha prodotto alcuna deliberazione.

I giorni e le ore precedenti la seduta si erano caricate d’attesa, poiché alunni e genitori erano certi che sarebbe arrivata la risposta (positiva o negativa) alla delibera del Consiglio d’Istituto del comprensivo “Antonio Bruno”, che ha disposto la cessione alla “Sturzo” di 13 locali del proprio plesso, di viale dei Fiori, che in aggiunta ai 3 concessi dal Secondo circolo “Verga”, consentirebbero agli alunni della “Sturzo” di eseguire una rotazione mattina-pomeriggio fra le 27 classi e mitigare i disagi dei turni pomeridiani, che si stanno svolgendo alla “Bruno”.

A chiarire a Yvii24 il motivo della mancata delibera è stata, ieri sera, al termine della riunione, la dirigente della “Sturzo” Giuseppina Furnari che ha dichiarato: «Abbiamo fatto il punto della situazione e d’altronde non potevamo discutere sulla proposta dell’Istituto comprensivo “Bruno” perché non ci è arrivata alcuna proposta».
Nel corso della riunione del Consiglio d’Istituto, la dirigente ha ricostruito l’intera vicenda turni pomeridiani ed i vari passaggi, specificando che, al contrario, è la “Sturzo” che attende ancora una risposta dalla “Bruno”: quella dell’8 gennaio quando il Consiglio d’Istituto chiese di poter iniziare a svolgere i turni mattutini nel plesso di viale dei Fiori dal mese di febbraio.

Oggi pomeriggio abbiamo sentito telefonicamente la dirigente dell’Istituto comprensivo “Bruno”, Agata Di Maita, che ha dichiarato a Yvii24 di aver trasmesso alla “Sturzo”, sabato mattina, tramite posta elettronica certificata, copia del verbale del Consiglio d’Istituto in cui si dispone la cessione delle 13 aule.
Insomma una situazione sempre più ingarbugliata in cui spicca l’assordante silenzio dell’amministrazione comunale: incapace di coordinare, incapace di mediare, incapace di decidere.

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