Il fatto è avvenuto nella tarda serata di ieri tra via Vittorio Emanuele e piazza Annunziata

Ilarità, goliardia e sberleffi. È questo quello che risalta maggiormente all’interno dei video che da ieri notte passano da un telefono all’altro di tanti giovani – e non solo – biancavillesi. Immagini che ritraggono un uomo con probabili problemi psichici seminare disordine lungo le vie principali di Biancavilla sotto l’occhio di tanti ragazzi. Scatole con bottiglie prese a calci e seminate per via Vittorio Emanuele, piante sradicate, fioriere ribaltate sembrerebbero fare da protagonista nelle immagini dei video, che come in un circo riprendono il clown del momento.

Ma non è questa la chiave di lettura che vogliamo dare alla vicenda. Vogliamo cambiare, per una volta, la lente della mera cronaca che indossiamo quotidianamente noi giornalisti, per indossare quella dei valori perduti di questa società del terzo millennio. È questa la storia che vogliamo raccontare, quella di una gioventù che ha forse perso da tempo il senso della “compassione” nella sua accezione migliore, del patire insieme a qualcuno, che riesce a provare gioia e divertimento nel vedere un uomo spaccare tutto per via di una presunta patologia associata forse a qualche bicchiere di troppo.

E a far pensare non è, in quei video ricevuti sul nostro whatsapp, l’immagine di un centro storico vandalizzato da chi forse in quel momento non si rendeva conto delle proprie azioni – a differenza magari di chi consapevolmente ogni week end vandalizza le principali piazze cittadine – bensì quei fischi, quegli schiamazzi e quelle risate che accompagnano una barella con al di sopra un uomo, che viene caricata su un mezzo di soccorso pronto a dirigersi al più vicino pronto soccorso. A fare male, in maniera desolante, è anche l’indifferenza mostrata dai giovani presenti a piazza Annunziata che continuano a riprendere con i propri cellulari o l’indifferenza dei guidatori che percorrendo via Umberto riserbano nei confronti di un corpo privo di sensi accasciato tra marciapiede e manto stradale, scansandolo con un leggero colpo di sterzo.

“Se questo è un uomo” che piuttosto che addolorarsi di fronte ad una persona in difficoltà, trova lo spirito di prendersene gioco, verso quale traguardo sta correndo questa società? Sono questi i valori che i genitori di quei giovani hanno trasmesso ai loro figli, oppure qualche tassello evolutivo ha fatto perdere la retta via a discapito di un futuro migliore?

Ma ci piace pensare, infine, che non tutta questa società sia perduta, volendo immaginare che forse qualche giovane di quella stessa movida biancavillese spesso traviata, ha pensato bene di prendere il cellulare e chiamare i soccorsi, piuttosto che usare questo ambiguo strumento dei giorni nostri in maniera negativa.

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