Seduta inutile ieri sera del Consesso biancavillese: l’amministrazione ritira l’unico punto all’ordine del giorno sul Gal e la riunione diventa superflua

È stato un inizio in “medias res”, quello della riunione consiliare di ieri sera a Biancavilla. E in effetti lo scontro è iniziato ancor prima che suonasse la campanella, che ha ricordato per molti versi il gong di un incontro di pugilato, al cui angolo sinistro ha preso posto un’agguerrita minoranza, che tale resta solo sulla carta (causa la sporadica se non quasi inesistente presenza di molti dei consiglieri della coalizione Glorioso), mentre quella che dovrebbe essere la vera maggioranza, che occupava il proverbiale angolo destro, si è trovata inerme e incapace a controbattere all’opposizione.
Lo scontro è divampato immediatamente sul ritiro dell’unico punto restante all’ordine del giorno riguardante la conferma dell’adesione al Gal.

 

Il consigliere Salvatore Giuffrida ha sottolineato il fatto che né il sindaco né un assessore era presente in aula ad inizio di seduta. «Questa è mancanza di rispetto nei confronti del civico consesso tutto», ha aggiunto il consigliere Vincenzo Amato, concetto ripreso a più versi da tutti i consiglieri di minoranza.
«Non poteva ritirare il punto all’ordine del giorno, in quanto non era il soggetto proponente e quindi abbiamo assistito inermi ad una irregolarità a tutti gli effetti», in sintesi l’intervento della consigliera Ada Vasta.
Senza risposta anche Marco Cantarella che ha chiesto al Segretario generale di specificare chi fosse il soggetto proponente e di verificare, quindi, la legittimità del ritiro del punto, situazione che restando in sospeso porta a chiedersi se la seduta è da considerarsi legittima.

In seguito in aula è giunto il Vicesindaco Giuseppe Sapienza che ha provato a controbattere, ma le armi a sua disposizione erano spuntate e inefficaci davanti a quelle ben più valide dell’opposizione. A dargli manforte i consiglieri Giuseppe Pappalardo e Giuseppe Salvà, ma è stata una difesa vana, poiché l’attacco dell’opposizione aveva delle salde motivazioni, in quanto il punto poteva essere ritirato prima dell’inizio della seduta, evitando in tal modo una riunione inutile e uno sperpero di denaro visto che i consiglieri saranno ugualmente pagati dal comune, così come i dipendenti.
«Oggi ne esco sconfitto e umiliato»; e ancora: «le batoste che ho preso oggi, non le ho mai prese», le amare parole uscite dalla bocca del capogruppo Pd Pappalardo.
Nel corso della serata il consigliere Giuffrida è tornato a chiedere l’azzeramento della giunta: «Perché quando si perde la maggioranza – ha detto – l’etica impone di azzerare tutto e presentarsi in aula».

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