Scrive per Yvii24 il professore Salvatore Pignataro, primo firmatario del ricorso al Tar contro l’ordinanza del sindaco di Biancavilla sull’alternanza nei doppi turni

Ospitiamo le riflessioni del professore Salvatore Pignataro, primo firmatario del ricorso promosso al Tar, e vinto, da genitori e dipendenti dell’Istituto comprensivo “Antonio Bruno” di Biancavilla, contro l’ordinanza del sindaco di Biancavilla Antonio Bonanno dell’8 febbraio scorso, che ha imposto l’alternanza nell’esecuzione dei turni pomeridiani fra gli studenti dell’Istituto comprensivo “Antonio Bruno” e gli studenti della Scuola secondaria di primo grado “Luigi Sturzo”, dopo il terremoto del 6 ottobre che ha reso inagibile il plesso di via Colombo della “Sturzo”.

Avevamo ragione

di Salvatore Pignataro (*)

Finalmente la Giustizia Amministrativa pone fine a una vicenda grottesca e paradossale che ha visto contrapporsi in quel di Biancavilla i  “Guelfi” e i “Ghibellini” di dantesca memoria, accogliendo l’istanza di chi, con grande senso di responsabilità, si  era affidato ad essa per avere riconosciute le proprie legittime ragioni. Tale scelta, dettata dalla consapevolezza di essere dalla parte del giusto e della legalità, non è stata a cuor leggero, sapevamo che questo avrebbe suscitato polemiche e lamentele e, diciamolo, anche disagi per chi era stato colpito da un evento imprevedibile e non evitabile, ma non potevamo non riaffermare le convinzioni  di quanti, in questi mesi, si erano resi disponibili a qualunque soluzione, venendo bistrattati e additati al pubblico ludibrio.

Tutti coloro che hanno creato questa situazione dovrebbero fare ammenda, cospargersi il capo di cenere, e riconoscere che le nostre motivazioni  non erano campate in area, ma avevano delle basi solide e incontrovertibili, e andare in quel di Canossa. Chi scrive ha la consapevolezza che qualunque riconoscimento non potrà risarcire il danno di immagine che abbiamo subito, ma se chi ha sbagliato avrà l’umiltà di spendere una parola, per dire che in una società democratica, si deve ricercare il consenso e non imporre delle scelte che tante volte risultano sbagliate: ecco per noi sarebbe una grande conquista. La nostra Istituzione scolastica ha, da sempre, come primo obiettivo quello di educare alla ricerca della verità e della giustizia e al contempo della legalità, insegniamo ai nostri alunni ad avere fiducia  nelle Istituzioni e quindi non potevamo non dare delle risposte ad essi e alle loro famiglie.

Platone definisce la democrazia una “veste variopinta” essa consente ai singoli individui di esprimere i propri differenti punti di vista nel merito delle principali questioni politiche, rendendo inoltre possibile la partecipazione alla decisione di tutto ciò che concerne la vita della città, tuttavia, la democrazia non è forma di governo stabile, ed anche facilmente degenera in demagogia: “se qualche cittadino ambizioso utilizza questo strumento delicatissimo in maniera perversa per i propri personali interessi”. Pensiamo che a soffrirne di più siano stati i bambini piccoli, quelli di sei, sette, otto anni i quali si sono trovati a dover subire una situazione della quale non avevano colpa, della quale non hanno capito il motivo per cui la loro vita  è stata stravolta, per un sedicente e pseudo senso di giustizia: siccome alcuni fanno il pomeriggio, anche gli altri lo devono fare!

Speriamo  che queste vicende aiutino a crescere, che la comunità della quale tutti facciamo parte, ognuno con il proprio ruolo, possa trarre beneficio da una vicenda non certo edificante. Lo spirito che ci guida è quello costruttivo, è quello per cui ci fa essere fieri di far parte di questa cittadinanza, quella biancavillese, che si è sempre prodigata nel portare avanti i valori democratici. Con questo diciamo che non abbiamo nessuna pretesa di rivalsa, anzi siamo pronti, con spirito ancora più costruttivo ad accogliere ed ad aiutare gli altri, chi è nella necessità, ma sempre  nel rispetto di quello che sanciscono la Costituzione e le leggi di questa Repubblica.

(*) Primo firmatario ricorso al Tar contro l’ordinanza n.10 dell’8 febbraio 2019 del sindaco di Biancavilla

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