Palermo, Palazzo d'Orleans sede della Presidenza della Regione Siciliana - Foto di Civa61
Palermo, Palazzo d’Orleans sede della Presidenza della Regione Siciliana – Foto di Civa61

Anche Adrano, Belpasso, Biancavilla, Paternò e Ragalna dovranno fare a breve i conti con i commissari nominati dalla regione per l’approvazione dei bilanci preventivi e consuntivi

Sono più di 500 i decreti assessoriali  firmati lo scorso 16 giugno dall’Assessore regionale alle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica Luisa Lantieri, che di fatto nominano altrettanti commissari ad acta per l’approvazione dei bilanci comunali. Tra questi, la ghigliottina è di fatto caduta sul capo di ben 6 comuni del nostro comprensorio: Adrano, Belpasso, Biancavilla, Paternò e Ragalna. Il commissariamento non ha di fatto risparmiato nemmeno il capoluogo di provincia.
Di fatto, l’assessore Lantieri ha cercato di chiudere entrambi gli occhi sulla grande massa di comuni che non sono riusciti ad approvare i bilanci consuntivi e preventivi entro il termine ultimo del 30 aprile, ma dopo due mesi non ha potuto esimersi da quello che viene definito “un atto dovuto”.

 

Compito dei commissari sarà quello di verificare con gli uffici comunali, se sia stato o meno predisposto lo schema di rendiconto finanziario 2015 e quello preventivo 2016, nonché di tutti gli atti propedeutici. Nel caso di assenza di tali documenti, i commissari saranno costretti a diffidare i sindaci a convocare la Giunta e, in extremis, a sostituirsi agli organi inadempienti per l’approvazione o l’adozione degli atti previsti dalla normativa ed alla convocazione dei consigli comunali che, entro 30 giorni, dovranno approvare i documenti. Nel peggiore dei casi, si potrebbe anche incorrere allo scioglimento dei consigli comunali inadempienti.
Di certo, allargando l’obbiettivo della vicenda, quella della mancanza dei bilanci approvati in un così elevato numero di comuni siciliani, non può che essere letta come una crisi di tutto il sistema amministrativo che in alcuni casi sta esalando l’ultimo respiro, dove i Sindaci dell’Isola si ritrovano a dover “fare i conti” con un sempre minore trasferimento di fondi dal nazionale al locale e con le “Spade di Damocle” del “patto di stabilità”  e del “dissesto finanziario” quotidianamente puntate sulla loro testa.

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