Il luogo del ritrovamento del cadavere, fra un casolare e le coltivazioni di ulivi e ficodindia (Immagine tratta dal Tgr Rai Sicilia)
Il luogo del ritrovamento del cadavere, fra un casolare e le coltivazioni di ulivi e ficodindia (Immagine tratta dal Tgr Rai Sicilia)

Medico legale al lavoro per attribuire una identità al corpo dilaniato dai cani ritrovato in via del Trebbiatore, nei pressi di un casolare abbandonato

Attribuire una identità ed accertare le cause della morte. Sono questi i due pilastri che gli inquirenti dovranno edificare nell’inchiesta aperta dal Tribunale di Catania e affidata al Sostituto procuratore Andrea Ursino, sul cadavere rinvenuto in avanzato stato di decomposizione, e dilaniato dai cani randagi, nel primo pomeriggio di ieri a Biancavilla, in un’area rurale abbandonata di via del Trebbiatore. La Rai, oggi, è andata a filmare il luogo del ritrovamento (le immagini che proponiamo sono tratte dal servizio della Tgr Sicilia): il corpo, separato dalla testa, si trovava in una piccola radura a pochi metri da un casolare con il tetto parzialmente crollato, fra ulivi e ficondidia.

 

Proprio per dare una risposta ai due quesiti principali dell’indagine, il medico legale Orazio Cascio sta lavorando su diversi fronti: oltre all’ispezione cadaverica già completata, verrà eseguita una Tac; poi l’autopsia ed in ultimo l’esame del dna che dovrebbe sciogliere gli ultimi dubbi sull’identità. Per completare tutti gli accertamenti e iniziare a fornire le prime risposte saranno necessari alcuni giorni, anche in considerazione delle condizioni in cui è stato ritrovato il corpo.
L’autopsia, che potrebbe svolgersi domani, consentirà di fare qualche passo in avanti nelle indagini. In particolare potrebbe rivelarsi determinante stabilire la data della morte che, lo stato di decomposizione del cadavere, non ha ancora permesso di accertare: settimane o mesi? Scartare una delle due ipotesi contribuirebbe a restringere il campo d’azione. Altro nodo da sciogliere quello del motivo della morte: omicidio, cause accidentali o naturali, o suicidio? Anche in questo caso Tac e autopsia potrebbero rivelare molto, individuando sul corpo eventuali segni di violenza.

In ansia per i risultati è la famiglia di Daniele Cangemi, il 29enne licodiese, uscito da casa il 30 agosto scorso e mai più rientrato. Per il momento non sono stati utili all’attribuzione dell’identità, i vestiti che la persona rinvenuta cadavere aveva indosso, né le scarpe. In particolare, l’attenzione si concentra sulla lucertola che Daniele Cangemi aveva tatuata sul lato destro del collo. Per il momento non è stata accertata la presenza. Oltre all’ipotesi di Cangemi, si vagliano anche gli altri scomparsi nel territorio, ma non solo. Da Adrano manca, dal 3 giugno, il 38enne Nicola Ciadamidaro, mentre non è azzardato ritenere che il cadavere di via del Trebbiatore sia di una persona straniera, magari lavoratore in campagna, con la famiglia all’oscuro della sua sorte nel paese d’origine. Quesiti ai quali sin dalle prossime ore potrebbero iniziare a giungere le prime risposte.

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