Riunione in Prefettura sul call center che ha un debito che non permette piani di sviluppo. Sindacati: “Centrale il ruolo del Prefetto di Catania”

Si è tenuta stamattina in Prefettura la riunione sulla delicata e grave vertenza dei lavoratori del Call Center Qè di Paternò, richiesta qualche giorno fa dai sindacati al sindaco di Paternò, Mauro Mangano.
Dichiarano le segreterie provinciali e le Rsu di Slc Cgil e Fistel Cisl di Catania: “Apprezziamo che finalmente l’azienda Qè abbia reso trasparente non solo l’enorme debito ma soprattutto l’assenza delle condizioni, anche minime, per poter portare avanti i piani aziendali. Adesso bisogna aspettare il saldo delle fatture delle committenti entro la prossima settimana per pagare le spettanze dei lavoratori e attuare un tavolo tecnico presso le istituzioni, e dunque ricercare aziende del territorio serie che possano essere interessate ad un eventuale affitto di attività. Questo primo passo sembra andare nella direzione giusta per salvaguardare il perimetro occupazionale ed il lavoro nel nostro territorio. Non possiamo permettere un ulteriore saccheggio, sia sociale che economico, in una terra martoriata dal malaffare”.

 

All’incontro in Prefettura erano presenti l’amministratore Unico di Qè  De Angelis, in rappresentanza dell’azienda Transcom c’era il responsabile nazionale risorse umane Tedeschi, presente anche il responsabile nazionale dell’Ufficio relazioni con committenti pubblici,  Vivio; e ancora, la ditta Di Bella proprietaria del capannone e le segreterie generali e le Rsu di Slc Cgil e Fistel Cisl. Ha presieduto la riunione  il Prefetto  Federico.
Nel corso del faccia a faccia Qè ha evidenziato che l‘indebitamento economico di circa 6,5 milioni di euro ha messo in ginocchio tutta la struttura aziendale e che questa esposizione debitoria non permette piani di sviluppo o eventuali acquisizione di commesse in grado di aumentare la produttività aziendale. È stata assicurata la disponibilità a ritrovare soluzioni anche di affitto di azienda, per evitare ulteriori collassi e per pagare le mensilità arretrate dei lavoratori al momento in cui venivano saldate le fatture da parte delle committenti.

In segno di responsabilità sociale ieri Transcom ha provveduto al pagamento della metà della fattura e con le garanzie istituzionali provvederà al saldo in tempi brevissimi.
La Ditta Di Bella, che vantava un credito nei confronti dell’azienda Qè, ha rinunciato al credito e alle ingiunzioni per agevolare eventuali acquisizioni o affitto di aziende da parte di imprenditori locali o competitor del settore, capaci di risollevare una situazione difficile e permettere la continuità aziendale.
Le segreterie di Slc Cgil, Fistel Cisl e le Rsu hanno anche dichiarato come questo periodo di latitanza aziendale “abbia fatto degradare non solo i rapporti sindacali ma soprattutto una situazione che presa in tempo poteva essere gestita in maniera meno traumatica. Le lavoratrici e i lavoratori sono risorse con un grande know how e grande responsabilità, come d’altronde confermato dalle stesse Transcom ed Enel, ed attualmente sono le uniche vittime di una gestione aziendale scadente ed inadeguata”.
Il Prefetto Federico ha confermato  la disponibilità di Enel ad assicurare lavoro presso Qè, effettuando sino ad oggi tutti i pagamenti. Ha anche evidenziato che l’unica strada da seguire rimanga quella dell’affitto dell’azienda, da parte di imprenditori capaci  di garantire  occupazione,  continuità professionale e del servizio e soprattutto evitare gli atti sciacallaggio nei confronti dei lavoratori.

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