L’ idea è stata di Annalisa ed Alfredo, che hanno voluto esportare un pezzo di Sicilia sul famoso “Cammino”, allietando i palati dei viandanti

Non importa se a forma sferica o piramidali, se femminili (per la sicilia occidentale) o maschili (per la sicilia orientale): gli arancini sbarcano sul Cammino di Santiago. L’idea, quella di allietare i palati dei “peregrinos” provenienti da tutto il mondo, sull’antica via che da Saint-Jean Pied de Port conduce a Santiago, è stata di Annalisa Schillaci che insieme a suo marito Alfredo Distefano che hanno voluto dedicare le proprie ferie estive al servizio di accoglienza e ristoro dei pellegrini – come Hospitaleros Voluntarios – all’interno degli alberghue a donativo. Quanti si sono trovati in queste settimane a percorrere il Cammino, hanno potuto incontrare gli “arancinari per passione” a Zabaldika, poco prima di Pamplona, presso una struttura gestita da suore a supporto di altri due hospitaleros già in servizio lì da qualche giorno e a Viana, 8 chilometri prima di Logrono capoluogo della Rioja. In quest’ultimo alberghue, i due siciliani hanno prestato il loro servizio di accoglienza ai pellegrini diretti a Santiago, presso una struttura parrocchiale.

Annalisa – che di professione fa l’insegnante di scienze degli alimenti nell’Istituto Alberghiero Rocco Chinnici di Nicolosi ma che ama deliziare gli amici con squisiti arancini fatti in casa – aveva partecipato insieme al marito al primo corso in Sicilia per “Hospitaleri volontari” che si è svolto a Pozzillo lo scorso mese di aprile, organizzato dall’associazione Ultreya Pedara. Sicuramente, i prelibati “Arancini di Lisa” proposti ai viandanti sul cammino – parola di chi li ha provati – non avranno nulla da che invidiare ai più famosi “Arancini di Montalbano” cucinati da Adelina che tanto mandavano in estasi il commissario di Vigata grazie alla loro “celestiale bontà”. E viaggiando un po’ con la fantasia, è possibile immaginare, a chilometri di distanza, il profumo di ragù che avrà investito i recettori olfattivi dei pellegrini, come una sorta di canto ammaliante delle sirene, che passando sulla via che conduce a Santiago del Compostela non hanno potuto far altro che scegliere proprio quella struttura ricettiva per riposarsi, dopo chilometri e chilometri percorsi sotto il cocente sole di Spagna.

«Quando ho compiuto il mio primo Cammino di Santiago, nel 2006, ho scoperto il mondo dell’accoglienza a donativo e ne sono rimasta colpita», ha spiegato Annalisa Schillaci ad Yvii24. «Gli Hospitaleros Voluntarios sono persone formate ad accogliere i pellegrini secondo lo stile cristiano fatto di gioia e condivisione. In questa mia nuova avventura ho voluto esportare un pezzo di Sicilia in terra ispanica per far conoscere sapori nuovi a tutti i pellegrini che sono passati dagli albergue dove insieme a mio marito abbiamo prestato servizio. Gli arancini sono andati a ruba e in tanti hanno manifestato l’intenzione di venire a Catania per assaggiare altre gustose varianti di questo prodotto unico al mondo». Questa nuova esperienza di volontariato ha entusiasmato anche Alfredo Distefano, marito di Annalisa e oggi presidente provinciale delle Misericordie di Catania, che insieme alla moglie si è occupato in queste settimane della gestione dell’albergue di Viana.

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