Intervista al neopresidente della prima area protetta siciliana che risponde a tutto campo: dalle polemiche della nomina alle prospettive di sviluppo

Dal 25 maggio, Carlo Caputo, 42 anni, ex sindaco di Belpasso, è il nuovo presidente del Parco dell’Etna. A nominarlo è stato il Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che ha avuto il via libera dal Consiglio di giustizia amministrativa dopo l’alt dello scorso anno da parte della Commissione “Affari Istituzionali” dell’Ars. Caputo ha ricevuto le consegne dal commissario straordinario dell’Ente, il dottor Gabriele Ragusa, subentrato a Marisa Mazzaglia, nominata dal precedente inquilino di Palazzo d’Orleans, Rosario Crocetta.

Caputo ha trovato un Parco dell’Etna assolutamente immobile, senza ossigeno finanziario, con una serie di questioni che restano in stand-by: Piano territoriale, questione – annosa – rifiuti, mantenimento del riconoscimento Unesco, punti base, sviluppo e tanto altro. La nomina è stata accompagnata anche dalle polemiche. Da più parti, stampa (fra cui Yvii24 – rileggi l’articolo –) e opposizioni, si è affermato che l’ex sindaco di Belpasso non abbia il curriculum giusto per la guida dell’ente. Abbiamo incontrato e intervistato Carlo Caputo, nella sede del Parco, l’ex monastero benedettino di San Nicolò l’Arena a Nicolosi.

Il neopresidente non si è sottratto alle domande: sul curriculum ha rivendicato la «nomina di carattere politico»; sul disegno di legge che prevede la riperimetrazione dell’area protetta, presentata dal suo ex vicesindaco, Giuseppe Zitelli, attuale deputato Ars di #diventeràbellissima, Caputo si è detto «ultracontrario alle cementificazioni»; sulla penuria di fondi, dichiara di ritenere necessario mettere a reddito gli spazi della sede del parco e di puntare anche sul sito internet istituzionale. Nel video l’intervista completa.

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