Una passione per la lirica scoperta quasi per caso con il compianto sacerdote Don Salvo Palella. Poi i premi, un tour per i teatri più importanti d’Italia e il sogno americano

Umiltà, talento e determinazione: tre qualità che contraddistinguono, senza retorica, Carmen Salamone, il giovane soprano di Santa Maria di Licodia che, dotata di un prezioso bagaglio umano e artistico, è riuscita a ritagliarsi il suo posto nel dorato quanto difficile mondo dell’opera lirica. Classe 1985, Carmen Salamone si avvicina a questo genere musicale quasi per caso all’età di 19 anni, quando Don Salvo Palella, compianto sacerdote della Chiesa della Consolazione di Santa Maria di Licodia nonché stimatissimo insegnante di musica e canto, accorgendosi del suo particolare “giro di voce” la invita a prender lezioni di canto. Da quel momento Carmen comincia a studiare solfeggio e pianoforte, scoprendo di avere una meravigliosa estensione vocale da soprano, la più acuta delle voci femminili. Don Palella l’aveva introdotta in un mondo, quello della musica, che mai più avrebbe abbandonato e che da subito ha cominciato a studiare con passione e serietà.

Studia canto per diversi anni con gli artisti del coro del Teatro Massimo Bellini di Catania ed è allieva del Maestro Salvatore Fisichella, suo mentore ed insegnante di perfezionamento vocale. Nel 2007 si laurea in canto all’Istituto Musicale Vincenzo Bellini di Catania. Da qui, una soddisfazione dietro l’altra per Carmen Salamone. Nel 2011 è ospite dell’evento “Venere di Milo”, dove si esibisce alla presenza del grande Lucio Dalla con l’Orchestra dell’Ersu di Catania. Nel 2014 partecipa all’intera stagione estiva del prestigioso “Taormina Arte”, evento che la vede protagonista di svariati concerti lirici e di musica classica e partenopea e che anche quest’anno la vedrà impegnata. Lo stesso anno partecipa al Concorso Internazionale di Canto Lirico “Salvatore Fisichella” di Villata (prov. di Vercelli), classificandosi prima e aggiudicandosi anche il Premio Speciale “V. Bellini” offerto dal Comune di Villata.

Nel 2015 Carmen comincia il suo primo tour nazionale con la Compagnia Italiana di Operette, che le fa calcare i palcoscenici più importanti d’Italia: il “Teatro Nuovo” di Milano, il “Teatro Alfieri” di Torino, il “Verdi” di Firenze e ancora il “Teatro Comunale Masini” di Bologna sono solo alcune delle tappe del tour che la vede protagonista di diverse operette come la “Vedova allegra”, “Cincillà”, dove interpreta la Principessa Myosotis ed “Il paese del campanelli”, in cui veste i panni della coprotagonista Nela.

Il soprano licodiese è recentemente tornata nella sua terra: lo scorso gennaio ha avuto l’onore di esibirsi nel tempio etneo dell’opera lirica, il Teatro Massimo “Vincenzo Bellini” di Catania, con il dramma in due atti “Fedra”, in cui ha interpretato la principessa Aricia della stirpe dei Pallantidi. Emozione pura e grande orgoglio per Carmen che, non nascondendo le difficoltà incontrate nel corso del suo cammino artistico, si sente di dare un consiglio a chi come lei è appassionata di musica: «Dico sempre di coltivare i propri sogni non scendendo mai a patti con nessuno, perché prima o poi il talento e l’impegno pagheranno».
Con grande umiltà Carmen Salamone continua a studiare per migliorarsi e raggiungere nuovi traguardi artistici, tant’è che sogna per il suo futuro di approdare, perché no, al Metropolitan Opera House di New York, il teatro d’opera più grande e prestigioso del mondo. Un traguardo probabile in una carriera in ascesa come la sua.

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