«Non sono coinvolto nell’inchiesta “Malupassu”. L’attività politica mi porta a parlare direttamente con tantissime persone, ad ascoltare tutti senza conoscerne la fedina penale, in un contesto di normale diritto di cittadinanza»

Rompe il silenzio e passa al contrattacco, il segretario provinciale del Partito Democratico, Angelo Villari (già assessore comunale della giunta catanese presieduta dall’ex sindaco Enzo Bianco), dopo gli articoli di stampa di questi giorni che hanno riportato alcune intercettazioni, nell’ambito dell’operazione “Malupassu”, sulla campagna elettorale del 2017 quando era candidato alle regionali siciliane, e sul dissesto al Comune di Catania.

Villari, in una nota stampa, scrive: «Per quanto riguarda l’inchiesta “Malupassu”, non sono più intenzionato a subire alcuna gogna per dichiarazioni intercettate e fatte da terzi sulla mia persona. Sulle accuse di ipotesi amministrative di “mala gestio” che invece mi vengono mosse in veste di assessore comunale, sono a disposizione della magistratura per qualunque chiarimento che avverrà nelle sedi opportune. Devo a me stesso e al PD, il mio partito – aggiunge il segretario provinciale dem – un intervento esplicito sulle intercettazioni pubblicate a mezzo stampa a proposito dell’operazione “Malupassu”.

In quelle registrazioni non compaio in quanto persona direttamente intercettata, ma in quanto candidato di una competizione elettorale che viene citato dagli intercettati. Sono elementi di cui sono venuto a conoscenza leggendo i giornali, visto che non sono coinvolto e non ho dunque ricevuto gli atti di cui in questi giorni si discute. Eppure quelle poche righe hanno fatto da lievito ad un clima di screditamento personale e politico (le due cose nel caso specifico coincidono) che non posso più accettare né subire.

Nei giorni immediatamente seguenti alla divulgazione delle intercettazioni – prosegue Villari – ho atteso di comprendere meglio le dinamiche di quanto accaduto, ma a fronte, da un lato della richiesta da parte delle persone che mi stimano di dire la mia, e dall’altro lato in considerazione delle congetture che possono ledere la mia reputazione che ne sono derivate sui media e sui social, credo sia arrivato il momento di intervenire. Oggi tengo dunque a ricordare che l’attività politica mi porta a parlare direttamente con tantissime persone, ad ascoltare tutti senza conoscerne la fedina penale, in un contesto di normale diritto di cittadinanza.

Un contesto che, lo ricordo, non mi ha visto vincitore, neppure al confronto con i miei compagni di partito. Non sono disposto a pagare un prezzo ingiusto per questo e di conseguenza diffido chiunque tenti di speculare sulla mia persona a fini di sciacallaggio; ciò a difesa della mia lunga storia personale fatta di vere battaglia politiche e sindacali, e con il Partito democratico. Sull’inchiesta legata al dissesto delle casse del Comune di Catania ho sempre votato solo atti muniti di tutti i necessari visti.

Ho sempre guardato con grande attenzione ai già allora inadeguati capitali disponibili nei settori che riguardavano il mio operato, e cioè quelli sociali e ho fatto delle scelte. Risponderò – chiude il segretario provinciale del Partito Democratico – come è giusto che sia alle accuse che mi vengono fatte e lo farò con i mezzi che la nostra Costituzione ci mette a disposizione e con grande fiducia nella magistratura».

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