Il giudice ha rigettato il ricorso presentato dai legali di Luca Priolo

 

I giudici della Suprema Corte di Cassazione hanno confermato pochi minuti fa la condanna a 30 anni, già emessa a gennaio dalla Corte D’Assise d’appello di Catania, per Antonio Luca Priolo che uccise nella notte tra il 6 e 7 ottobre 2015 la ventenne Giordana Di Stefano con 48 coltellate. Alla base della motivazione del rigetto, la non ammissibilità del ricorso.  A richiedere il rigetto del ricorso anche il sostituito procuratore generale Roberta Maria Barberini a conclusione della requisitoria che ha tenuto davanti ai giudici della prima sezione penale della Cassazione. Priolo è stato anche condannato al risarcimento dei familiari dell’ex compagna. Una sentenza, quella di oggi, che se da un lato fa gridare “giustizia è fatta”, dall’altra lascia con l’amaro in bocca i legali dell’omicida. Bisognerà attendere adesso la pubblicazione della sentenza per leggerne le motivazioni del rigetto.

Dalla relazione tra Giordana e Luca, ricordiamo, era anche nata una bambina che oggi ha l’età di 4 anni che ha vissuto con la nonna Vera Squatrito. Una donna coraggio, la mamma di Giordana, che dopo la morte della figlia è riuscita a trasformare quel dolore una missione di vita contro l violenza sulle donne.

 

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