Padre Vito Rapisarda tra i sacerdoti che tagliano il traguardo dei 70 anni di ministero

Si è svolta ieri pomeriggio all’interno della Cattedrale di Catania, la celebrazione eucaristica di ringraziamento presieduta dal Vescovo metropolita di Catania Salvatore Gristina in occasione del “Giubileo sacerdotale”, all’interno della quale il Pastore della chiesa catanese ha voluto ricordare e festeggiare tutti i presbiteri che quest’anno hanno compiuto o compiranno i 25 – 50 o 70 anni di sacerdozio. Tra i sacerdoti presenti, anche la figura del sacerdote licodiese Padre Vito Rapisarda che il prossimo 19 ottobre festeggerà le proprie “nozze di ferro” in questo suo indissolubile matrimonio con Dio e che nel 1951 fu nominato parroco della chiesa madre licodiese ricoprendo il ruolo fino al 2001. Alla celebrazione hanno anche partecipato i sacerdoti del comprensorio Placido Brancato – che festeggia i suoi 75 anni di sacerdozio – , Giovanbattista Zappalà, Nino La Manna e Salvatore Stimoli.

Quella di Padre Vito Rapisarda è certamente una delle figure licodiesi più importanti del panorama storico locale – che durante la sua vita sacerdotale ha incontrato San Giovanni Paolo II nel 1988 e Papa Francesco nel 2014 –, punto di riferimento per molte generazioni e che, nonostante i suoi 92 anni compiuti a febbraio, continua ad essere guida spirituale per molte persone. Infatti ancora oggi, nonostante i problemi di vista che lo attanagliano da tempo, continua a celebrare  messa quotidianamente nella piccola cappella realizzata all’interno della propria abitazione di via Roma e non si esime da elargire sacramenti e conforti spirituali.

La storia di padre Vito si è certamente intrecciata trasversalmente alla storia di Santa Maria di Licodia, anche grazie alle tante opere realizzate nella sua vita, come il Cine-teatro “San Giuseppe”, la piscina, il campo sportivo, la residenza estiva nelle zone vigne, Tele Inessa e la sua più famosa battaglia sulle reti nazionali all’interno del programma “Mi manda Rai 3” dove portò alle luci della ribalta – apparendo in prima persona sulla rete nazionale – la questione del vanadio disciolto all’interno delle acque che scorrevano nella rete pubblica licodiese.

Un sacerdote sempre attivo, dedito al servizio della collettività e che nella sua vita parrocchiale ne ha passate di disavventure, tra cui la famosa vicenda del falso Monsignor Luigi Viberti avvenuta nel dopoguerra. In quell’occasione un certo Giovanni Floddio – fuggiasco della guerra – finì a Licodia spacciandosi per un prelato e rimanendo ospite di Padre Vito per un anno, celebrando messe e sacramenti, fin quando un giorno durante una celebrazione eucaristica la Polizia lo braccò arrestandolo. «Quando la notizia fu resa nota fui assalito dalla gente che mi chiedeva spiegazioni e io non sapevo come giustificarmi» racconta Padre Vito. «Non vi dico in Curia il Vescovo quante me ne disse!! Per fortuna il Vicario generale che sapeva tutta la storia venne a prendere le mie difese e tutto si concluse con un atto di clemenza da parte del Vescovo». Un cuore grande, dicevamo, quello di Padre Vito, che nonostante il torto subito volle andare a trovarlo nel carcere di Piazza Lanza ma senza riuscirci perchè era stato già trasferito a Torino. Allora volle realizzare una raccolta tra i cittadini per pagargli l’avvocato.

La comunità licodiese, in vista del 19 Ottobre, è già in fermento per preparare i festeggiamenti che, tra le varie attività, vedranno andare in scena certamente due opere teatrali realizzate dalla licodiese Lina Giuffrida di titoli “La storia di un prete (anzi di un Monsignore) che non era prete” che narra la vicenda di Viberti e “Quante stelle” che rappresenta una di biografia del sacerdote licodiese.

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